ANNO 16 n° 72
Dimensionamento scolastico: il Consiglio di Stato dà ragione a Viterbo
C'è speranza per la scuola al Carmine, ma per genitori e personale scolastico ancora più incertezza
Fabio
13/03/2026 - 07:01
di Fabio Tornatore

di Fabio Tornatore

VITERBO - Ormai è l'opera dai mille atti, un po' tragedia e un po' commedia, non fa piangere ma nemmeno ridere e la trama è un groviglio senza soluzione di continuità. La storia è quella del dimensionamento scolastico delle scuole di Viterbo, la vittima è l'Istituto Comprensivo Carmine, i suoi bambini, il personale scolastico e i genitori, e la storia si snoda come in un giallo di Agatha Christie: molti attori, molti assassini, e fino alla fine non si scopre nulla.

Arriva il punto di svolta, il detective svela le sue carte: nel pomeriggio di ieri è arrivata la notizia, come un fulmine al ciel sereno, il Consiglio di Stato ha emesso la sua sentenza, ha ragione il Tar del Lazio, il Comune di Viterbo, la Provincia. Il dimensionamento scolastico si deve annullare.

La trama di questo racconto, un po' surreale, un po' incomprensibile, alla David Lynch, sembra però viaggiare in un regno parallelo, lontano dai bisogni delle persone che vivono la scuola, e che stanno affrontando, in questi giorni, il delirio delle iscrizioni, delle classi che si formano o non si formano, delle graduatorie d'istituto, delle GPS, dei trasferimenti, dell'organico di fatto e di diritto. Un po' come con i fratelli Wachowsky, in Matrix, con due mondi, uno vero, fatto di persone, di aule, di moduli da stampare, firmare, e uno virtuale, che si legge sugli schermi, fatto di impugnazioni e di sentenze, di dichiarazioni e di smentite. Ma se muori nel mondo fatto di bit muori anche in quello reale.

Attendiamo dunque il colpo di scena, la conclusione, il lieto fine alla Walt Disney, perchè adesso la tensione si fa più alta che mai, e in mezzo, ci sono gli utenti della scuola, i bambini, i genitori, e i lavoratori.






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