

di Roberto Pomi
VITERBO - ''Metto le mani avanti, la macchina amministrativa è una Bianchina ridotta male'', attacca così Arduino Troili. Pomeriggio di politica nel cuore di Bagnaia, presso Il Borgo. Un buon numero di persone ad ascoltare, Troili in giacca e cravatta e in testa un lungo elenco di cose: quelle che non vanno e quelle che andrebbero fatte nel borgo a pochi chilometri da Viterbo.
''Duecento email, decine di interrogazioni. Questo il lavoro che ho portato avanti come consigliere in tre anni. Non ho ottenuto grandi risposte – entra nel vivo il consigliere -. Questa è un'amministrazione con poche idee e pochi quattrini ma vi assicuro che non perdo la tigna e continuerò a battermi per ottenere risultati per questo territorio''.
In sala arrivano alcuni dei sette del Pd: Francesco Serra e Marco Volpi. Entrano anche i consiglieri di minoranza Vittorio Galati, Gianmaria Santucci e Francesco Moltoni. L'atmosfera è bella calda. ''L'errore più grosso, cari bagnaioli, l'abbiamo commesso nel 1928. Quando Bagnaia ha perso lo status di Comune e ha iniziato la sua sventurata storia di frazione. I vitorchianesi furono più furbi, fecero le barricate per rimanere comune, noi invece tutti zitti. Anche oggi tutti in silenzio e invece va capito che bisogna farsi sentire, indignarsi'', continua Troili.
E' un discorso a braccio il suo. Punta l'attenzione sulla grande occasione mancata: la capacità di mettere a frutto la bellissima Villa Lante. ''Via Barozzi è oscena e il Comune non dovrebbe permetterlo, dovrebbe lavorare per rendere accogliente questo viale che porta all'importante monumento. Guardate a cosa ha fatto Bagnoregio con Civita, questo sarebbe possibile in qualche modo anche da noi, bisogna però crederci e lavorare in quella direzione'', spiega Troili.
Spara a zero sullo stato in cui è tenuto il centro storico del borgo: ''E' tenuto malissimo, per colpa del Comune e dei bagnaioli”. Indica urgenze, per cui si dichiara pronto a battersi: un marciapiede fino a La Quercia e la sistemazione di valle Pierina (parcheggio e parco giochi) in primis. Poi un sogno: “E' un pallino per me riaprire la torre civica e renderla fruibile ai turisti''.
Troili snocciola tutte le idee proprie e raccolte da altri. Racconta la sua costante azione inascoltata dall'amministrazione comunale. ''Per me l'amministrazione è finita, ho anche bruciato la sedia da consigliere sul Focarone. Però intendo battermi ancora per portare a casa qualcosa di utile al nostro paese. Vi renderò conto di tutto quello che da oggi in poi farò. Ogni email scritta, ogni interrogazione''.