

VITERBO – Prima un carico di taniche vuote e motoseghe, sottratte ad alcune aziende agricole di notte. Poi la preparazione per il colpaccio: il furto di tonnellate e tonnellate di gasolio agricolo da rivendere in nero. Un piano praticamente perfetto, che avrebbe fruttato loro centinaia di euro. Se non fosse, però, che quella stessa notte del 12 febbraio 2012 invece di andare a festeggiare per la riuscita del colpo, sono finiti in caserma.
Sono due ragazzi giovani, di origine rumena, residenti a Canino, e che oggi si trovano in tribunale. Su di loro le denunce di tre proprietari terrieri e le accuse di furto e violazione di domicilio.
Secondo la tesi della procura, avrebbero dapprima rubato motoseghe e taniche vuote in alcune attività agricole nelle campagne tra Canino e Tessennano, poi avrebbero segato la rete e il cancello di una terza azienda per andare alla ricerca di gasolio. Qualcosa, però, deve essere andato storto, perché a notare quel palo accanto ad un’auto sul ciglio della strada, intorno all’una di notte, è stata la figlia del proprietario.
''Mi ha immediatamente avvertito – ha spiegato in aula l’uomo, chiamato alla sbarra come testimone – e senza farsi vedere si è allontanata. Quando sono arrivato in azienda, ho visto uno dei ragazzi che stava fuori a controllare se qualcuno arrivasse: mi ha visto e ha urlato. Si è messo a correre ed è scappato. I complici erano all’interno dei locali che tentavano di rubare il carburante''.
Dentro, taniche vuote e tubi con i quali avrebbero dovuto sottrarre il gasolio: ''Li ho rivisti ore dopo in caserma: sono sempre loro. Girano di notte e cercano di arraffare e rubare quello che trovano. I complici non li ho visti in faccia in maniera nitida. Ma sarei pronto a scommettere che siano loro’’.
Si tornerà in aula il prossimo 22 febbraio per la discussione.