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La detenuta viene dirottata nel carcere di Mammagialla
26/08/2023 - 07:09
di di G.O.
Proseguono le problematiche per il carcere di Viterbo. Detenuta con problemi psichiatrici viene dirottata nel carcere di Mammagialla, dove, come noto, non c’è neppure una sezione femminile. Non c’è posto nella Rems, di conseguenza gli agenti di polizia penitenziaria si ritrovano a dover piantonare la donna che, in realtà non dovrebbe essere lì ma ricoverata, appunto, in una Rems dove può avere la giusta assistenza.
“Noi come Sappe abbiamo richiesto, ormai mesi fa e senza ottenere grandi risultati, un intervento da parte del provveditorato riguardante la presa in carico da parte di Viterbo di una detenuta che non dovrebbe trovarsi qui, - dichiara Luca Floris, vice-segretario del sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria - questo è un fatto gravissimo, dove siamo costretti a mandare personale in più per poter piantonare questa detenuta, che non si trova nel reparto di medicina protetta, ma in corsia, ed ha già aggredito tre nostre colleghe”.
La detenuta è stata ricoverata nell’ospedale Belcolle per via di alcuni affetti che sono presenti in zona: “Abbiamo chiesto un intervento poiché la detenuta non dovrebbe essere gestita da Viterbo - prosegue Floris - non c’è un principio di territorialità della misura di sicurezza, poiché diversa dalla territorialità della pena che può essere scontata in un luogo dove si hanno degli affetti. La misura di sicurezza non ha una presa in carico del servizio diagnostico e terapeutico”.
VITERBO - Proseguono le problematiche per il carcere di Viterbo. Detenuta con problemi psichiatrici viene dirottata nel carcere di Mammagialla, dove, come noto, non c’è neppure una sezione femminile.
Non c’è posto nella Rems, di conseguenza gli agenti di polizia penitenziaria si ritrovano a dover piantonare la donna che, in realtà non dovrebbe essere lì ma ricoverata, appunto, in una Rems dove può avere la giusta assistenza.
“Noi come Sappe abbiamo richiesto, ormai mesi fa e senza ottenere grandi risultati, un intervento da parte del provveditorato riguardante la presa in carico da parte di Viterbo di una detenuta che non dovrebbe trovarsi qui, - dichiara Luca Floris, vice-segretario del sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria - questo è un fatto gravissimo, dove siamo costretti a mandare personale in più per poter piantonare questa detenuta, che non si trova nel reparto di medicina protetta, ma in corsia, ed ha già aggredito tre nostre colleghe”.
La detenuta è stata ricoverata nell’ospedale Belcolle per via di alcuni affetti che sono presenti in zona: “Abbiamo chiesto un intervento poiché la detenuta non dovrebbe essere gestita da Viterbo - prosegue Floris - non c’è un principio di territorialità della misura di sicurezza, poiché diversa dalla territorialità della pena che può essere scontata in un luogo dove si hanno degli affetti. La misura di sicurezza non ha una presa in carico del servizio diagnostico e terapeutico”.