ANNO 16 n° 274
Deposito di scorie nucleari, indagini sulla Sogin
Prima di Natale il sequestro da parte della Finanza di documenti e computer
17/01/2022 - 10:39

Prende una strada in salita l’iter per la scelta del territorio in cui costruire il deposito nazionale delle scorie nucleari. La Sogin, la società dello Stato che gestisce lo smantellamento delle centrali atomiche, è al centro di un'inchiesta della Guardia di Finanza secondo quanto riferiscono il settimanale L'Espresso e il Corriere della Sera.

Prima di Natale, infatti, è stata compiuta una perquisizione in cui sono stati sequestrati computer e documenti. Da qui la decisione dell’ad, Emanuele Fontani, di sostituire nei giorni scorsi tre alti dirigenti. Stando a quanto riporta il Corriere della Sera la società ''si avvia al commissariamento. La procedura per l’amministrazione straordinaria che ha il compito di chiudere la stagione del vecchio nucleare italiano (conclusasi nel 1986 dopo l’incidente di Chernobyl) sta per essere definitivamente portata a termine dall’azionista, cioè il ministero dell’economia di Daniele Franco, e potrebbe diventare esecutiva nei prossimi giorni. Un problema di ordine nazionale, era stato poche settimane fa il commento del ministro della transizione ecologica, Roberto Cingolani, che ha preso la decisione del commissariamento e l’ha concordata con il Mef''.

''Quella di Sogin – prosegue il Corriere – è una storia di tempo e denaro perso per mettere in sicurezza, ad oggi senza riuscirci, i rifiuti nucleari nazionali, in primo luogo con lo smantellamento delle quattro vecchie centrali di Caorso, Trino Vercellese, Garigliano e Latina. Un compito ineludibile dopo che nel 1987 il referendum popolare aveva deciso il ‘phase out’ e l’abbandono dell’energia nucleare. Nel 1999 la Sogin (Società gestione impianti nucleari) viene istituita. I decreti Bersani e Marzano, del 2001 e 2004, le affidano il compito di smontare le centrali entro il 2019. I costi previsti per l’operazione dovevano ammontare a 3,7 miliardi di euro. Ad oggi, come si ricordava, meno di un terzo dei lavori è stato effettuato, la spesa è stata progressivamente aumentata fino ai 7,9 miliardi odierni, mentre i lavori non hanno ancora nemmeno sfiorato alcun reattore, e la previsione della loro conclusione è stimata al 2036. Dei 4 miliardi finora pagati dagli italiani, più della metà (2,2 miliardi) sono serviti a coprire gli stipendi del personale e dei dirigenti, auto di alta gamma, benefit e bonus compresi''.

Per quanto riguarda il deposito delle scorie nucleari, l’iter per l’individuazione del sito è partito nel 2000, ma ancora non sono stati condizionati e messi in sicurezza come dovrebbero i rifiuti già stoccati e pronti per essere trasferiti nella nuova sede. Ancora non si conoscono le contestazioni ai funzionari indagati.

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