ANNO 16 n° 275
Delitto Meredith Kercher
Sollecito a Viterbo:
''Negli atti non c'č
alcuna prova contro me''
05/06/2015 - 22:17

VITERBO - Qual è lo stato della giustizia in Italia? Pessimo secondo Gennaro Francione, ex consigliere di Cassazione ed ex giudice autore di sentenze rivoluzionarie. Giudizio analogo espresso da Paolo Franceschetti, avvocato che ha lasciato l'ordine per dedicarsi all'insegnamento del diritto. Insieme hanno scritto un libro ''Temi desnuda''  (secondo la mitologia la personificazione dell'ordine, della giustizia e del diritto) in cui elencano tutti i mali della giustizia italiana. E proprio per combattere una situazione definita ''assurda e non più sostenibile'', Francione ha fondato il Movimento per il neo rinascimento della giustizia che ha alla base un no netto e inequivocabile al processo indiziario, quello cioè in cui manca la prova certa e provata della colpevolezza dell'imputato.

''Siamo in un nuovo Medioevo - sostiene l'ex magistrato - e noi vogliamo denudare, proprio come la famosa Maya del Goya, una giustizia ingiusta che non sta mai dalla parte dei deboli, ma da quella dei ricchi e soprattutto dei forti''. E Franceschetti ci mette il carico da undici spiegando che ''in Italia tutti i processi più famosi degli ultimi anni, quelli che hanno avuto massima audience sui media, sono stati basati su indizi. Da Erba a Cogne, da Parolisi a Meredith, e ancora mostro di Firenze, bestie di Satana, Sara Scazzi: in tutti manca un movente certo e manca l'arma del delitto. Che razza di equità ci può essere in procedimenti di questo genere?''.

E come testimonial c'è, presso la libreria Etruria che ha organizza l'incontro, Raffaelle Sollecito, condannato, poi, assolto, poi di nuovo condannato, poi definitivamente assolto dall'accusa di aver ucciso in concorso con l'allora fidanzata Amanda Knox, la studentessa inglese Meredith Kercher nella notte fra il 31 ottobre e il primo novembre del 2007. L'ingegner Sollecito è in sala con l'attuale ragazza Greta Menegaldo. ''Mi è arrivato un treno addosso - racconta con tono monocorde -. Provateci voi a rimettervi in piedi dopo una botta simile''. '

''Nei quattro anni in cui sono rimasto in carcere - spiega - mi sono letto e riletto le 30-40mila pagine dell'incartamento che mi riguardava. Dentro ci ho trovato cose abominevoli, ma non ho trovato nulla che in base alle indagini condotte, potesse giustificare un'accusa di omicidio nei miei confronti. Sono stati inspiegabilmente trascurati spunti investigativi rilevanti che potevano portare a risultati importanti che mi avrebbero cancellato dal processo. Perché? Non lo so sinceramente. Ciò che posso dire oggi è questa esperienza ha disintegrato (anche dal punto di vista economico) me e tutta la mia famiglia''.

'Vi chiedo - dice rivolgendosi a Gennaro Francione e Paolo Franceschetti - di continuare a lavorare con impegno per denudare davvero la giustizia. Io alla fine ne sono uscito, sia pure con grande fatica, ma altri ci sono ancora dentro. Ecco, bisogna insistere per loro. Affinché siano celebrati processi basati su prove concrete e non su convinzioni''.






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