ANNO 16 n° 274
Delirio tropicale: l'Italia batte il Giappone 4-3
20/06/2013 - 09:35

È un divertente delirio tropicale quello in fondo al quale l'Italia batte il Giappone 4-3 e si qualifica per le semifinali di Confederations Cup. A Recife gli azzurri giocano una partita assurda, che li vede sotto di 2 gol e completamente dominati dal Giappone per 33', in recupero a fine primo tempo, in vantaggio dopo 7' del secondo e poi di nuovo spariti, schiacciati da un Giappone che prima pareggia, poi rischia la vittoria, va sotto all'86', colpisce il terzo palo della sua gara due minuti dopo e infine cede, salutando (come il Messico, battuto dal Brasile) il torneo.

 

IN TRASFERTA - La comunità giapponese più numerosa del mondo è quella brasiliana. Se ne sono accorti gli azzurri, illusi dal Maracanã filoitaliano, che si sono invece ritrovati a giocare praticamente in trasferta. Ma non si può dire che sia per questo che hanno dannatamente sofferto per almeno due terzi del primo tempo. Anche in campo, la comunità giapponese è sembrata ampiamente più numerosa di quella azzurra. Merito di una velocità doppia cui andava tutta la squadra di Zaccheroni, rispetto a quasi tutti gli azzurri. Ecco, Zaccheroni: faceva bene Prandelli a temerne la sapienza alla vigilia. Anche perché tale sapienza è consistita anche in una mossa a sorpresa, per uno zonista storico come lui: piazzare un uomo fisso su Pirlo. E per di più una delle stelle della sua formazione: Keisuke Honda. Che per almeno mezz'ora non ha mai mollato il regista azzurro, peraltro lento come tutti i suoi compagni. Tra i quali si facevano notare per assenza sulla fascia destra Maggio e soprattutto Aquilani.

 

KAGAWA - Che nessuno dei due innesti di Prandelli rispetto alla partita col Messico abbia finito la partita (Aquilani è stato addirittura sostituito da Giovinco dopo 30') la dice lunga. Per almeno mezz'ora il Giappone a destra ha fatto tutto quello che ha voluto, con Kagawa sistematicamente libero, così da poter finalmente dimostrare perché quando se n'è andato dal Borussia Dortmund Klopp ha pianto per 20 minuti. Al 5' è lui a mettere in mezzo da sinistra per il colpo di testa di Maeda che Buffon para. Al 17' Buffon mette alto un suo tiro, ma tutto il Giappone affonda sistematicamente da quella parte.

 

OLÈ - Il fatto che il gol giapponese nasca da un errore sulla destra di De Sciglio, la dice comunque altrettanto lunga sul livello complessivo della prima mezz'ora dell'Italia. Al 20' il laterale appoggia male indietro a Buffon, Okazaki ci si fionda, il portiere entra in scivolata, prende prima il pallone ma l'arbitro (l'argentino Maidana) dà il rigore. Di reazioni da parte degli azzurri non se ne vedono, tant'è vero che Kagawa al 33' approfitta di un bizzarro rinvio a campanile di Giaccherini, su cui Chiellini e Montolivo arrivano in ritardo. È il 2-0, mentre un intero stadio sperduto in una foresta del Nordest brasiliano intona gli olé a ogni passaggio della nazionale giapponese.

 

RISVEGLI - Forse è questo che risveglia Pirlo, che riesce a liberarsi di Honda. È lui a procurarsi il corner che batte al 41', su cui De Rossi segna il 2-1. Non è un caso, perché da qualche minuto l'Italia ha rimesso fuori la testa. Come si vedrà nel secondo tempo, quando ribalta il risultato: prima grazie a un autogol di Uchida su cross basso di Giaccherini che ruba palla sulla sinistra a Yoshida. E poi grazie a un rigore di Balotelli, per fallo di mano (molto presunto) di Hasebe.

 

LOGICA - A quel punto vien da pensare che una logica c'è: il Giappone non poteva continuare a correre in quel modo. E invece, dopo un bel tiro da fuori di Giovinco parato da Kawashima, l'Italia sparisce di nuovo. In campo resta solo il Giappone: al 24' del secondo tempo Endo crossa sulla fascia, Okazaki prende il tempo a Montolivo e segna di testa il 3-3. Honda impegna Buffon da fuori, Hasebe tira alto, Okazaki centra il palo e sulla ribattuta Kagawa la traversa, sul rimpallo Yoshida segna ma è in fuorigioco.

 

A SALVADOR - Insomma, abbastanza per pensare che il 3-3 è una benedizione del cielo da cui a un certo punto è sceso anche un bel diluvio. Ma a 4' dalla fine De Rossi s'inventa una perfetta palla verticale per Marchisio, entrato al posto di Giaccherini. Il centrocampista mette in mezzo da destra e Giovinco segna il gol-vittoria. E qualificazione. Il 22 col Brasile, si giocherà per sapere chi vincerà il girone. E chi avrà più voglia di divertirsi.

corriere.it






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