ANNO 16 n° 267
Deleghe di giunta sotto accusa, opposizione all’attacco sull’assessorato Notaristefano
Micci punta il dito sulle “deleghine”, dubbi condivisi da FdI e PD sulla distribuzione degli incarichi
Andrea
01/05/2026 - 01:39
di Andrea Farronato

VITERBO – In consiglio comunale torna a far discutere l’organigramma con cui sono state distribuite le deleghe agli assessori di giunta. Nel mirino del leghista Andrea Micci finisce ancora una volta l’assessore alle “deleghine”, Patrizia Notaristefano, con l’intervento supportato anche dal neo capogruppo di Fratelli d’Italia, Matteo Achilli e dalla consigliera PD Alessandra Troncarelli.

“Da un movimento civico che si è candidato sulla base di alcuni principi fondamentali – ha accusato Micci – mi sarei aspettato ragionamenti diversi, soprattutto su un tema come quello dell’occupazione dei posti. Qui ci troviamo davanti a un assessorato composto da piccole deleghe che appartengono a quella politica che tanto criticate, ma che poi riproponete”.

Il consigliere leghista entra poi nel merito delle attività portate avanti dall’assessore: “Ho sentito la relazione dell’assessore Notaristefano, tra fondi ai consorzi stradali e gli 80mila euro stanziati per la cattura dei cinghiali, progetto che però arriva da lontano e non certo da lei. Ho sentito parlare di sponsorizzazioni e di una riduzione delle spese per le iniziative, quando invece sarebbe stato auspicabile il contrario. E ancora la delega alla film commission: 5mila euro, di cui 3mila spesi per un book fotografico”.

Un attacco che, pur mantenendo toni personali più concilianti, resta netto sul piano politico: “Ho la massima stima per la persona – conclude Micci – ma perché continuare a dare adito al pensiero che questo assessorato sia stato assegnato solo per non scontentare qualcuno? È sotto gli occhi di tutti”.

Sulla stessa linea anche il neo capogruppo di Fratelli d’Italia Matteo Achilli e la consigliera del Partito Democratico Alessandra Troncarelli, che hanno ribadito come, a loro avviso, la scelta dell’incarico risponderebbe più a logiche di equilibrio politico interno che a una reale necessità amministrativa, sottolineando la presenza di elementi oggettivi che, secondo loro, meritano di essere evidenziati.






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