ANNO 16 n° 271
''Decine di operatori sanitari a fine contratto. Belcolle rischia il collasso''
Il segretario provinciale della Confael Sanitą scrive al direttore generale Donetti
28/09/2021 - 07:03

VITERBO - Futuro incerto per molti infermieri e operatori socio sanitari in servizio presso la Asl di Viterbo e in particolare all'ospedale di Belcolle, arrivati con il contratto in scadenza. A lanciare l’allarme è il segretario provinciale di Confael Sanità Alessandro Stella, che in una lettera indirizzata al direttore generale Daniela Donetti, chiede chiarezza e dice: ''Senza rinnovi si rischia il collasso''.

''Il giorno successivo a quello di San Silvestro 2021, decine e decine di contratti a tempo determinato scadranno e, ad oggi, codesta Direzione Strategica e i politici locali, sembrano non essere in grado di garantire rassicurazioni in merito ad eventuali rinnovi, proroghe o altre procedure finalizzate all’assunzione di personale; nessuno sembra essere nemmeno in grado di fornire delucidazioni e rassicurazioni su una situazione che potrebbe portare al collasso l’intera struttura ospedaliera. Si parla soprattutto di operatori socio sanitari e infermieri ai quali non sarà rinnovato o prorogato il contratto e che andranno ulteriormente ad indebolire, in maniera non indifferente, le équipe assistenziali delle varie Uoc, già comunque provate da un’organizzazione spesso inadempiente anche a Norme, a Regolamenti regionali ed ai Profili Professionali delle varie figure coinvolte”.

Da sempre la Confael denuncia la carente e ignobile situazione nella quale infermieri ed operatori socio sanitari lavorano. Il sindacato chiede alla Asl ''come intende pianificare e programmare la riorganizzazione e la distribuzione delle risorse umane, specialmente dinanzi all’eventualità che non vengano prorogati i contratti del personale di supporto e del personale infermieristico assunti a tempo determinato. Soprattutto per quanto riguarda gli operatori socio sanitari che, 'grazie' all’emergenza pandemica hanno trovato occupazione presso codesta Asl, sono stati formati ed inseriti, seppur in modo sproporzionato e inappropriato, nelle varie équipe assistenziali, fornendo al processo di assistenza infermieristica e medica il dovuto apporto, in termini di competenze ed espletamento delle attività proprie del profilo di questa figura. Chi lavora, ed ha lavorato, presso questa azienda, sa che la figura dell’operatore socio sanitario, prima della pandemia da Sars-Cov2 era una figura mitologica, ed al personale infermieristico era demandato tutto l’onere dell’assistenza, ignorando, come detto sopra, norme, regolamenti e relativi Profili professionali”.

''Alla Direzione strategica – conclude Alessandro Stella - chiediamo un pronto riscontro in merito a queste istanze, che non sia limitato a vaghi riferimenti al concorso che a ottobre partirà per l’assunzione di 30 operatori socio sanitari dinanzi a decine e decine di contratti che giungeranno al termine''.






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