ANNO 16 n° 274
De Luca a Salvini: 'Un cafone politico tre volte somaro'
Il presidente della Regione Campania attacca il leader della lega per le critiche contro i tifosi del Napoli
20/06/2020 - 06:27

NAPOLI - Duro attacco del governatore De Luca al leader della Lega che aveva criticato la festa dei tifosi del Napoli: 'Ha la faccia come il fondoschiena'. Nel mirino anche il ministro della Giustizia: 'Mentre era impegnato ad aggiustarsi la pochette nel taschino della giacca di due misure inferiore, i grandi capi della camorra stavano a casa'

'Un cafone politico tre volte somaro'. Così il governatore Vincenzo De Luca attacca, senza mai nominarlo, il leader della Lega Matteo Salvini che aveva criticato la festa in piazza dei tifosi del Napoli dopo la vittoria della Coppa Italia. De Luca dice che 'sarebbe successo ovunque' e ricorda che a Torino per una partita di calcio della Juve 'ci sono stati mortie feriti in piazza. A Milano, se avesse vinto l'inter, si sarebbe scatenata l'ira di Dio. Senza nessuna vittoria ci sono stati assembramenti ai Navigli e abbiamo visto immagini di movida scapigliata in Veneto, ma nessuno ha chiesto al presidente della regione cosa ne pensasse'.

'Tutti quelli che hanno buon senso - sottolinea il governatore durante la consueta diretta streaming su Facebook de venerdì - sanno che sarebbe successo dovunque, ma siccome è capitato a Napoli, il cafone ha ritenuto di fare dei commenti. Io credo che quel cafone politico abbia dimostrato di essere davvero tre volte somaro, non una volta sola'

De Luca definisce più volte 'Neanderthal' Salvini e lo apostrofa come 'somaro politico che continua a ragliare' e con altre parole pesanti: 'Ha la faccia come il suo fondo schiena per altro usurato'. Per il governatore si sono sentiti 'commenti che dimostrano una propensione sotterranea allo sciacallaggio e persino al razzismo nei confronti di Napoli e della Campania e del sud che pare difficile da estirpare'. Su Salvini dice anche: 'Esponente politico sovranista che per una delle tante anomalie della storia una volta ha avuto la fortuna di avere una donna stupenda al suo fianco e passava la serata a mandare tweet su broccoletti e radicchio. Noi siamo fatti diversamente'.

De Luca insiste soprattutto sul fatto che la festa andata in scena mercoledì sera nelle strade del capoluogo campano sarebbe avvenuta ovunque: 'In tutta Italia e nel mondo sarebbe successa la stessa cosa, ma siccome è capitato a Napoli il cafone - accusa il presidente della Regione Campania - ha ritenuto di fare dei commenti e ha dimostrato di essere davvero tre volte somaro. Primo perché se uno organizza il 2 giugno una manifestazione a Roma in violazione di tutte le norme di distanziamento, insieme alla vispa Teresa, e poi si permette di dire che il governatore De Luca non è intervenuto riguardo alla festa dei tifosi del Napoli ha la faccia come il suo fondoschiena, peraltro usuarato. Secondo motivo di 'ciucciaria', direbbe De Filippo, è giusto il caso di ricordare a questo somaro geneticamente puro è l'obbligo di garantire le norme nazionale sul distanziamento ricade sul Viminale e sul prefetto, ma questo l'uomo di Neanterthal lo ignora'.

Salvini a De Luca che già giovedì l'aveva apostrofato come somaro aveva replicato in diretta tv con 7Gold: 'Un governatore che dice di un'altra persona che è un somaro e un poveretto, è lo stesso che durante la pandemia parlò della mia montatura dicendo che era color cacca. Ora parliamo di cose serie non di chi prende uno stipendio senza risolvere i problemi dei suoi cittadini'.

Ma il governatore non si è limitato ad insultare Salvini. De Luca ha ribadito le critiche agli 'Stati generali dell'economia': 'Se ci sarà alla fine qualche risultato abbiate la bontà di farmeli pervenire. Ho detto che mi sembravano la sessione conclusiva del concilio di Nicea. Ho la sensazione che il documento finale sarà sulla transustanziazione tra Padre e Figlio ma di concreto sarà difficile vedere atti'.

Nel mirino del governatore anche la ministra della Scuola e soprattutto il ministro della Giustizia, Bonafede: 'Mentre era impegnato ad aggiustarsi la pochette nel taschino della giacca di due misure inferiore, i grandi capi della camorra stavano a casa, qualche grande capo della 'ndrangheta e mafia pure e qualcun altro si prendeva anche il reddito di cittadinanza'.

 FONTE: napoli.repubblica.it




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