

Cancellieri, vicinanza e solidarietà Guardasigilli, momento difficile, spero possa dire sua verità (ANSA) – MOSCA, 17 GEN – 'Vicinanza e solidarietà alla De Girolamo, perché comunque è un momento difficile. Le sono accanto': lo ha detto oggi a Mosca alla stampa italiana il ministro di Grazia e giustizia Annamaria Cancellieri durante una visita ufficiale per il consiglio di partenariato permanente Ue-Russia su libertà, sicurezza e giustizia. 'La De Girolamo avrà tutto lo spazio per dire la sua verità e per raccontare ed è giusto, le auguro di poterla dire e di essere compresa per quello che è', ha aggiunto.
'Serena', 'molto stanca' e con 'una grandissima fiducia nella magistratura. Nunzia De Girolamo lima mentalmente il discorso che oggi fara' alla Camera sull'affaire Asl: 'Diro' in Parlamento tutto cio' che ho da riferire', promette guerriera il ministro dell'Agricoltura, mentre i suoi legali puntano tutto sulla teoria del complotto e l'avvocato difensore del suo accusatore Felice Pisapia lascia. Intanto, da Palazzo Chigi filtra che il premier Enrico Letta - che ha sentito ma non visto la De Girolamo - intende ascoltare con molta attenzione il ministro e valutare la relazione con lo stesso rigore che chiede a se' stesso e al suo governo. Ma oggi nuove pietre lapidano il ministro. Scelta Civica si divide ma parte come una rasoiata la richiesta di dimissioni del segretario Stefania Giannini: 'Quando un ministro crea imbarazzo al governo di cui fa parte dovrebbe valutare l'opportunita' di dimettersi'. La De Girolamo minimizza: 'Il capogruppo di Scelta Civica alla Camera, Andrea Romano, ha detto cose differenti rispetto alla signora Giannini. La sua e' una posizione di carattere personale. Per me conta il partito per intero'. Ma il portavoce di Sc Benedetto della Vedova rincara al dose: 'ascolteremo, ma se la posizione del ministro fosse un motivo di imbarazzo per il governo, il nostro auspicio e' che lo stesso ministro De Girolamo possa valutare le dimissioni come atto doveroso'. Nella direzione Pd invece non si affonda sul caso (solo Pippo Civati parla di 'motivo di imbarazzo'), ma al mattino il parlamentare renziano Angelo Rughetti era stato netto: 'Ascolteremo le ragioni del ministro De Girolamo. Se non ci convincera' siamo pronti a votare la mozione del Movimento 5 Stelle per le dimissioni'. Parole che ricalcano quelle gia' dette da Matteo Renzi: si sentiranno le ragioni del ministro, ma 'la Idem ha avuto ben altro stile'. Tace invece del tutto Francesco Boccia, marito del ministro e deputato Pd, mentre e' del tutto evidente che, a largo del Nazareno, la questione resta strettamente legata alla richiesta di rimpasto, che la minoranza insiste nel chiedere. A difendere a spada tratta e ad alta voce la De Girolamo resta compatto il Nuovo centrodestra ('Bisogna avere una cultura garantista a 360 gradi. In politica dobbiamo difendere De Girolamo come Faraone, perche' non si puo' fare una differenza tra un caso e l'altro', dice il ministro delle Riforme Gaetano Quagliariello) e Forza Italia, che insistono sulla teoria del complotto. ''Tesi ridicola e poco credibile - si leva oggi un sasso dalla scarpa Clemente Mastella -. Ma se fosse vero, non essendo io tra i complottardi, mi aspetto da chi mi ha dato dell'uomo di m.... un sms di scuse e un gigantesco mazzo di fiori''.
A metà tra la spy-story di provincia e il 'feuilleton', si tinge sempre piu' giallo il caso De Girolamo dove, tra registrazioni inedite, complotti veri o presunti, accuse reciproche e avvocati che mollano il mandato, non mancano i colpi di scena. E' un giallo, così, la conversazione resa nota mercoledì in cui l'ex direttore amministrativo dell'Asl di Benevento, Felice Pisapia, mette in guardia l'allora deputato del Pdl Nunzia De Girolamo da un complotto 'per inguaiarla' ordito dall'esponente locale del Pd Umberto del Basso de Caro, assieme all'ex vicesindaco missino ora legale dell'Asl, Roberto Prozzo, e all'attuale dg dell'Asl, Michele Rossi, il dirigente vicino politicamente alla De Girolamo cui il ministro si rivolge nelle registrazioni emerse nei giorni scorsi quando affronta alcune questioni relative alla gestione della sanità nel Sannio. In città si parla molto dello strano trio (un socialista, un fascista di provata fede e un ex democristiano ora in Fi) e di questo 'affaire' che ogni giorno diventa più intricato. E oscuro. Tace la procura che ha disposto l'acquisizione della registrazione della conversazione che non era tra gli atti già depositati. ''Lasciateci lavorare'' ha detto stamani il procuratore Giuseppe Maddalena. Ma l'impressione è che anche i magistrati siano rimasti spiazzati dalla nuova conversazione di cui non si conosce la provenienza, ne' chi ne sia l'autore, e che viene fatta risalire al 20 novembre 2012. La diffusione del file ha avuto come prima conseguenza la rinuncia al mandato del difensore di Pisapia, Vincenzo Regardi. Quanto ai diretti interessati negano ogni partecipazione ma le reazioni sono diverse: mentre il deputato Pd Del Basso De Caro rincara la dose - ''una patacca, un tarocco'' - mettendo in dubbio l'originalità del file, e anche Rossi nega ogni incontro, un altro dei presunti cospiratori, l'avvocato Roberto Prozzo, pur parlando di 'delirio puro' e di 'colloqui che non ci sono mai stati', ritiene plausibile la conversazione Pisapia-De Girolamo col periodo storico al quale viene ricondotta: ''Risale - dice l'ex vicesindaco di Benevento nella giunta Viespoli - al periodo in cui Pisapia sapeva di avere i giorni contati. Secondo me era il tentativo estremo del direttore amministrativo (ai ferri corti con il direttore generale dell'Asl Rossi - ndr) di convincere la De Girolamo che il suo uomo all'Asl in realtà congiurasse contro di lei. Pisapia stava per essere messo alla porta, cosa che avvenne nel dicembre 2012, e voleva salvare il posto di lavoro inventando la storia del complotto''. Ma anche che si parlasse in città della registrazione di alcuni colloqui tra lui, De Caro e Rossi, non è proprio una novità. E' lo stesso Prozzo a confermarlo: ''Nel settembre del 2012 - riferisce - un amico mi disse che Pisapia faceva girare la voce dell'esistenza di alcune registrazioni di me a colloquio con Del Basso de Caro e Michele Rossi. La voce che Pisapia faceva girare è che noi tre formassimo una sorta di direttorio che gestiva le cose dell'Asl. La cosa comunque rimase confinata in un passaparola, un chiacchiericcio di paese, e dei colloqui mai nessuna traccia''. Prozzo, che annuncia la presentazione di un dossier sul conto di Pisapia, parla anche dell'Asl come ''di un bancomat per alcuni avvocati amici'' riferendo di parcelle molto consistenti elargite (una da 750 mila euro bloccata in extremis), la stragrande maggioranza delle quali in favore di un unico legale. Un aspetto, questo, su cui la procura sta già indagando. Complotto o no, chi ora confida in un messaggino riparatorio da parte del ministro De Girolamo è Clemente Mastella: ''Non essendo io tra i complottardi - dice - mi aspetto da chi mi ha dato dell'uomo di m.... un sms di scuse e un mazzo di fiori''. Un po' spy story, e un po' feuilleton.
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