ANNO 16 n° 37
'Dazi antidumping, dopo le stoviglie necessario applicarli anche alla ceramica sanitaria'
Augusto Ciarrocchi, presidente di Confindustria ceramica, esprime soddisfazione sui dazi imposti al made in China e rilancia: 'Ora si pensi al nostro territorio'
Alessandra
06/02/2026 - 07:02
di Alessandra Sorge

CIVITA CASTELLANA - 'Ritengo sia giusta l’applicazione dei dazi antidumping al 79% sull’importazione delle stoviglie cinesi in Europa, poiché l’istruttoria svolta a Bruxelles ha accertato che i produttori cinesi vendono da noi a prezzi fortemente più bassi del loro costo di produzione, al fine di conquistare con queste pratiche abusive quote crescenti del mercato europeo a danno delle imprese e del lavoro di qualità che assicurano sui nostri territori'. Augusto Ciarrocchi, presidente di Confindustria Ceramica e della Ceramica Flaminia, commenta così la recente proposta della commissione europea di aumentare i dazi antidumping (tasse doganali aggiuntive a imposte su merci importate a prezzi inferiori al loro valore di mercato ndr) sulle importazioni cinesi di stoviglie e rilancia la proposta: 'E' ora che l'unione europea adotti le stesse misure anche nel settore della ceramica sanitaria'.

Ma andiamo con ordine. L'indagine della commissione Ue di revisione parziale conclusasi nell'ottobre 2025 aveva evidenziato come le pratiche sleali adottate dalla Cina avevano creato distorsioni anti-competitive e danneggiato da anni la manifattura ceramica, determinando la chiusura di oltre 60 aziende e la perdita di quasi 10mila posti di lavoro in tutta l'Europa.

Il reiterarsi di pratiche commerciali distorsive aveva creato, nel tempo, danni economici strutturali all'industria europea della stoviglieria di ceramica e porcellana nonostante l'imposizione di dazi ricompresi tra il 13,1% ed il 36,1%. Pertanto, l'indagine del 2025 si è conclusa con la proposta da parte della Commissione europea di applicare un dazio pari al 79%, volto a ristabilire condizioni di mercato eque. Questa decisione è arrivata dopo aver riscontrato livelli di dumping delle importazioni cinesi incredibilmente elevati, anche pari al 446,5%.

'Una misura analoga, ossia quella di fermare il dumping economico Cina-Ue - ha chiarito Ciarrocchi - è stata richiesta negli anni passati anche per il settore degli articoli sanitari, ma non c’è stata una convergenza sul punto da parte dei grandi produttori europei, alcuni dei quali con basi produttive in Cina. Oggi i tempi potrebbero essere maturi per ritentare, anche in considerazione del continuo incremento delle quantità importate dalla comunità europea'.

I dati emersi dall'ultimo report di Confindustria hanno evidenziato come nel 2024 siano state importate in Italia oltre 93mila tonnellate di prodotti sanitari, di cui 26mila dalla sola Cina, mentre è praticamente nullo il nostro export verso il sol levante.






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