ANNO 16 n° 275
Dati Istat: situazione grigia per il benessere nella Tuscia
Solo il 41% degli indici nella media nazionale, il 32,8 sotto la media, il 9,8 nella fascia alta
Fabio
17/12/2023 - 08:06
di Fabio Tornatore

di Fabio Tornatore

VITERBO - Speranza di vita più bassa, tanti giovani che non studiano e non lavorano, peggio della media in posti letto negli ospedali, numero di medici, in trasporto pubblico locale e in quantità di verde urbano. Non brilla la provincia di Viterbo per benessere di vita, secondo i dati ISTAT pubblicati il 14 dicembre scorso. Meglio della media in energie rinnovabili, quantità di polveri sottili, associazioni non profit e numero di agriturismi. Anche per la diffusione di rete fissa ultra veloce siamo sotto di quasi 20 punti percentuale, anche se è cresciuta da 3,9 a 34% di copertura in tre anni.

Dati piuttosto grigi per la provincia di Viterbo dall'ISTAT: il bilancio degli indicatori BES 2023(Benessere equo e sostenibile) non rende giustizia alla qualità della vita dei viterbesi. Secondo i numeri ci sarebbero delle criticità in diversi settori, e pochi gli indicatori in cui la provincia sarebbe sopra la media. Rispetto al centro Italia, infatti, dove il 48,7% degli indicatori sono sopra la media nazionale, con addirittura il 17,1 nella fascia più alta, solo 26,2% degli indicatori della Tuscia sarebbe sopra la media italiana, con solo il 9,8 nella fascia più alta. Anche il Lazio fa meglio di Viterbo in diversi settori, però, si sà, Roma 'sballa' i punteggi in molti settori (anche negativi, come violenza, furti, e omicidi), e alcune province perdono più terreno di Viterbo in settori in cui Viterbo domina.

Gli indicatori in cui Viterbo va giù, nella classifica nazionale riguardano la speranza di vita (81,8 anni nel 2022, contro 82,6 nazionale e 82,8 del Lazio), settori chiave, come quello giovanile, con il 22% di NEET, giovani che non studiano e non lavorano (22%), con il dato peggiore del centro Italia, e secondo solo alla provincia di Imperia nel centro-nord. Malissimo in quantità di verde urbano, con 12,7 metri quadri per abitante, contro 32,5 idi edia nazionale; su trasporto pubblico locale, con 838 posti-chilometro per abitante (nel 2004 ne avevamo 1136), contro i 4748 di media nella penisola; posti letto negli ospedali, passati da 42,1 per 10 mila abitanti nel 2004, a 22.7 nel 2021, contro i 32,6 italiani; medici specialistici (22,7%, 33,2 di media nazionale); emigrazioni ospedaliere (18,2% contro 7,8 nazionale).






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