ANNO 16 n° 273
''Dare fiducia a chi ha
ricostruito la Regione''
Per Enrico Panunzi, in corsa per il bis alla Pisana, fondamentale la continuitą
26/02/2018 - 07:01

Proseguiamo le interviste con i tre consiglieri regionali uscenti in corsa il 4 marzo per la riconferma alla Pisana.

Dopo le dichiarazioni di Daniele Sabatini del centrodestra oggi vi proponiamo quella realizzata con l’esponente del partito democratico Enrico Panunzi, capolista nella lista Pd a sostegno della ricandidatura a presidente di Nicola Zingaretti

VITERBO – (aml) Enrico Panunzi, classe 1960, nell’attuale legislatura ha ricoperto il ruolo di presidente della VI commissione Ambiente, lavori pubblici, mobilità, politiche della casa, urbanistica e componente della VIII commissione Agricoltura, artigianato, commercio, formazione professionale, innovazione, lavoro, piccola e media impresa, ricerca e sviluppo economico e della Commissione consiliare speciale sul terremoto.

La volevano, forse soprattutto Fioroni, candidato all’uninominale alla Camera. Un passaggio che suonava come una sorta di promozione ma lei ha preferito correre per la riconferma alla Regione. Perché?

''In questi cinque anni abbiamo fatto un grande lavoro con l’amministrazione Zingaretti, restituendo credibilità e dignità alla Regione Lazio e uscendo dalla fase dell’emergenza. Ci sono ancora tante questioni da risolvere. Volevo, quindi, se il partito democratico lo riteneva opportuno e valutava in senso positivo, mettermi a disposizione per contribuire alla nuova fase di sviluppo. Così è stato e sono soddisfatto''.

La competizione si presenta, sia per il nuovo sistema elettorale che per il numeroso drappello di liste e candidati a sostegno di Zingaretti e anche per la breve durata, particolarmente complessa. Come la vive?

''La vivo come ho sempre fatto in questi cinque anni, girando la Tuscia per incontrare i cittadini, le istituzioni, le associazioni, con l’unico obiettivo di trovare soluzioni alle istanze dei territori''.

Qualcuno ha sostenuto che la sua candidatura sia stata 'blindata' da Zingaretti che sembra l’abbia fortemente voluta di nuovo al suo fianco. Cosa c’è di vero? E per quale motivo?

''Ha espresso apprezzamento sul mio operato. Sono legato al presidente Zingaretti per aver condiviso un percorso politico faticoso e difficile in cui è nato un rapporto di profonda stima reciproca. Qualora avesse voluto la mia presenza, non potrebbe che farmi piacere''.

Di fatto lei si presenta da solo. Senza la staffetta uomo-donna. Come incide ciò sulla sua campagna elettorale e come potrebbe influire al momento del voto?

''Questa cosa che mi presento da solo non l’ho voluta io ma l’ho solo subita. Il 'caso' ha deciso così. Chiedo quindi ai cittadini di votarmi. Il mio impegno sarà ancora maggiore''.

5 anni trascorsi in maggioranza. I provvedimenti di cui è più soddisfatto?

''Ne cito solamente alcuni ma, in realtà, sono molti di più. Dall’aver affrontato l’emergenza, ripianando il debito e riducendo in modo notevole i tempi di pagamento alle imprese all’uscita entro la fine di quest’anno dal commissariamento decennale della sanità, che permetterà di tornare a programmare investimenti e ad assumere personale. Nella Tuscia, solo per fare un esempio, gli ospedali di Acquapendente e Belcolle sono di nuovo di proprietà dell’Asl. E ancora: la Trasversale Orte-Civitavecchia, un’opera fondamentale per il nostro territorio attesa da 40 anni che l’amministrazione Zingaretti ha sbloccato. Sono in corso i lavori per il tratto Cinelli-Monte Romano est ed è stato finanziato per 497milioni di euro il tratto finale che porta a Tarquinia. In tema di collegamenti, il potenziamento della ferrovia Roma-Civita Castellana-Viterbo con lo stanziamento di 154 milioni di euro che consentiranno il raddoppio della linea fino a Sant’Oreste e la nuova palificazione tra Civita Castellana e Viterbo e il risanamento delle società partecipate tra cui Cotral, tornata in attivo, per la quale abbiamo acquistato 420 nuovi autobus''.

Le priorità che caratterizzano questa sua campagna elettorale?

''Due le priorità assolute: quella di raccontare la storia di cinque anni difficili. Nel 2013 eravamo sull’orlo del baratro economico, per una gestione dissennata. Nel 2018 possiamo dire di aver superato la crisi istituzionale e finanziaria e quella di dire cosa vogliamo fare nella prossima legislatura. Ci sono ancora molti problemi d’affrontare. Non possiamo nasconderlo. Per la Tuscia l’obiettivo è di tutelare un territorio straordinario per paesaggi, bellezze artistiche, eccellenze enogastronomiche, proponendo un modello di sviluppo sostenibile, i cui benefici ricadano su tutta la comunità e non solo su pochi''.

Manca una manciata di giorni al 4 marzo. Una previsione sull’esito delle urne?

''Difficile fare delle previsioni. Ho solo la consapevolezza che l’amministrazione Zingaretti ha svolto un lavoro eccezionale. Siamo però solo a metà dell’opera. Chiusa la fase dell’emergenza si apre quella dello sviluppo. Per farlo serve dare continuità e fiducia a chi ha ricostruito dalle fondamenta una Regione''.






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