ANNO 16 n° 310
Danni nelle scuole, Romoli: «Non spendo pił soldi». La replica: «Stiamo con le mani legate»
Il presidente annuncia denunce contro ignoti. I dirigenti contestano le critiche sulla vigilanza e chiedono di lavorare insieme
Andrea
06/11/2026 - 06:56
di Andrea Farronato

VITERBO – I danni agli istituti superiori della Tuscia arrivano a dividere il presidente della Provincia Alessandro Romoli e i dirigenti scolastici. Da una parte la richiesta di individuare chi rompe bagni, porte e finestre, con costi che superano i 300mila euro l’anno; dall’altra la replica dei presidi, che respingono l’idea di essere permissivi o di non fare abbastanza per trovare i responsabili. Il confronto in Provincia si è acceso, ma ha messo in luce anche un problema comune: quando nessuno parla, risalire agli autori diventa difficile.

Il confronto si accende

A introdurre il tema è stato il consigliere provinciale Francesco Ciarlanti, che ha ricordato come le risorse destinate alle riparazioni vengano sottratte ad altri interventi per migliorare le scuole. «Bagni rotti, buchi nei muri: sono danni che, a rigor di logica, non dovrebbero passare inosservati», ha detto, chiedendo la collaborazione di tutti per arginare il fenomeno.

Sulla necessità di tutelare gli istituti si è soffermato anche il consigliere Umberto Di Fusco: «Un manipolo di poche persone riesce a rovinare l’ambiente in una maniera non accettabile. Ognuno di noi ha il suo spicchio di responsabilità». L’architetto Saragoni ha richiamato le conseguenze concrete dei danneggiamenti: porte e finestre rotte possono rendere inagibili le aule e costringere a spostare gli studenti; a questo si aggiungono interventi ricorrenti, come la pulizia delle fogne, che in alcuni casi deve essere ripetuta ogni sei mesi.

Poi è intervenuto Romoli, chiedendo ai dirigenti quali provvedimenti disciplinari siano stati adottati e criticando quella che ha definito una gestione troppo permissiva. La Provincia, ha ricordato, sostiene i costi della manutenzione degli edifici senza fondi dedicati da Regione o Stato. «Siamo passati da 100mila euro di danni quando sono arrivato, nel 2016, a oltre 300mila oggi. E non si trova un responsabile», ha detto. «Vengono smurati dei lavandini vicino alla segreteria scolastica e nessuno sa niente».

«Non siamo permissivi»

La dirigente dell’istituto Orioli, Maria Federici,  ha contestato le parole del presidente e il modo in cui, a suo giudizio, era stato accostato un danno scolastico alle immagini di una manifestazione con petardi e striscioni. «Puntare il dito contro noi dirigenti non è giusto», ha risposto. «Facciamo le nostre istruttorie interne, ma se ci sono trenta ragazzi e nessuno parla, individuare i colpevoli è quasi impossibile. Nessuno di noi sta con le mani in mano».

La preside ha ricordato anche che l’episodio della manifestazione fuori dalla scuola era seguito dalla Questura e non rientrava nelle competenze dell’istituto. Nel botta e risposta con Romoli ha aggiunto che, oltre ai danneggiamenti, le scuole devono affrontare una crescente complessità nella gestione degli studenti e delle famiglie.

Sulla stessa linea il dirigente del liceo Santa Rosa, Alessandro Ernestini: «Non accetto la critica di una sorveglianza becera. Da me determinati eventi non sono mai successi, ma non siamo né permissivi né negligenti». Il preside del Midossi di Civita Castellana, Alfonso Francocci, ha spiegato che la vigilanza può essere rafforzata, ma che il personale non sempre è sufficiente. Quando i responsabili vengono individuati, ha aggiunto, scattano le sanzioni e la richiesta di risarcimento alle famiglie; in altri casi, invece, la scuola chiede alla Provincia di intervenire per ripristinare i danni.

Denunce contro ignoti

Romoli ha annunciato che la Provincia chiederà una relazione sui danni nei singoli istituti e che, per quelli esaminati, saranno presentate denunce contro ignoti. «Non posso continuare a spendere risorse del bilancio per riparare bagni e finestre sfasciati senza che si trovino i responsabili», ha detto. Ha inoltre precisato che la richiesta di informazioni ai dirigenti serve, nelle sue intenzioni, a capire quali verifiche siano già state svolte e come l’amministrazione possa affiancarle.

La riunione si è chiusa con l’invito a «giocare una partita insieme», come ha chiesto Romoli, e con la richiesta di non ritrovarsi l’anno prossimo davanti a una situazione ancora peggiore.






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