ANNO 16 n° 272
Dallo Sri Lanka in Italia con false assunzioni, parla l'ex direttrice dell'ufficio del lavoro
Gli immigrati sarebbero stati licenziati pochi giorni dopo il loro arrivo in Europa
27/09/2019 - 07:06

VITERBO – (b.b.) Avrebbero fatto arrivare in Italia decine e decine di extracomunitari – perlopiù cingalesi – tramite false assunzioni. E poi, una volta ottenuti i dodici mesi di tempo per regolarizzare la posizione dei lavoratori in uno dei paesi dell’Unione Europea, li avrebbero licenziati. Un business che avrebbe fruttato dai 4 ai 7mila euro per ogni immigrato.

È ripreso ieri mattina il processo il processo a nove persone finite nella bufera giudiziaria a marzo del 2009: a spiccare tra loro è il nome di una dipendente dell’ufficio provinciale del lavoro difesa dall’avvocato Angelo di Silvio.

''La legge stabilisce che anche se si è assunti per un solo giorno e poi si va incontro al licenziamento, il lavoratore può rimanere in Italia, perché il contratto si è perfezionato'' ha spiegato l’ex direttrice dell’ispettorato, da cui sarebbe partita la segnalazione nell’estate del 2008. Fu la stessa responsabile, infatti, a rivolgersi all’Arma, dopo aver notato alcune anomalie nelle pratiche di una sua dipendente per il rilascio dei permessi di soggiorno.

Quella stessa dipendente che, anche attraverso il compagno, la figlia e altri famigliari, avrebbe fatto richiesta di far arrivare dallo Sri Lanka lavoratori in qualità di domestici e badanti.

''Mi chiedeva quasi quotidianamente a che punto fossero le sue pratiche, dal momento che lei non aveva diretto accesso alle graduatorie – ha sottolineato una collega d’ufficio dell’imputata – ma non ricordo se poi io diedi parere favorevole per le sue richieste. Per farlo, di norma, si va ad esaminare il reddito del datore di lavoro: se raggiunge la base di 20mila euro annui il parere per un’assunzione a tempo part-time o pieno è quasi sempre favorevole''.

A finire alla sbarra assieme alla dipendente dell’ufficio provinciale del lavoro altre otto persone: devono rispondere di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.






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