ANNO 16 n° 279
Dalla Tuscia al Brasile, Cristiano Germani porta il gusto del Lazio a San Paolo
Il cuoco e proprietario del Parco delle Querce di Valentano rappresenterą la Regione alla Settimana della Cucina Italiana nel mondo. Nel menu anche olio di Canino, nocciole della Tuscia e fiore di finocchio
06/10/2026 - 07:03

VALENTANO – Dalla Tuscia a San Paolo del Brasile per raccontare, attraverso la cucina, le diverse anime gastronomiche del Lazio. È la sfida che attende Cristiano Germani, cuoco e proprietario dell'agriturismo Parco delle Querce di Valentano, scelto per rappresentare la regione nell'ambito della Settimana della Cucina Italiana nel mondo.

Dal 19 al 25 ottobre, Germani sarà alla guida della brigata del ristorante Tre Bicchieri di San Paolo, affiancando i professionisti locali nella preparazione di un menu pensato per valorizzare prodotti, ricette e tradizioni delle diverse province del Lazio. Al suo fianco ci sarà anche la compagna e coproprietaria del Parco delle Querce, Simona Foderini.

Per il cuoco viterbese l'appuntamento avrà anche un forte legame con il territorio di origine. Nel viaggio verso il Brasile porterà infatti alcuni prodotti della Tuscia destinati a entrare nelle preparazioni del menu: l'olio extravergine di oliva I&P di Canino, le nocciole coltivate nei terreni del Parco delle Querce e il caratteristico fiore di finocchio.

L'obiettivo è costruire un vero e proprio percorso gastronomico attraverso il Lazio, dando spazio alle peculiarità delle diverse province. «Mi piaceva l'idea di raccontare il Lazio a 360 gradi – spiega Germani – e ho cercato di fare in modo che, nelle otto proposte del menu, ci fosse almeno un piatto riconducibile a ciascuna provincia».

Il percorso si aprirà con pane, olio extravergine di oliva I&P e sale. Tra gli antipasti ci sarà il carciofo alla romana, reinterpretato con un'emulsione di olio e aria alla mentuccia, insieme al fiore di zucca fritto ripieno di fior di latte e alice.

Ampio spazio sarà dedicato anche agli oli extravergine laziali, con un percorso dedicato alle diverse identità olearie del territorio, dai Colli Sabini ai Colli Pontini, passando per Tuscia e Canino, fino a Roma.

Tra i primi piatti figurano il bucatino all'amatriciana, con guanciale croccante e cialda di pecorino, e una rivisitazione della cacio e pepe, racchiusa in un raviolo e accompagnata da una vellutata allo zafferano.

Il viaggio gastronomico proseguirà con il garofolato di Veroli, stufato di agnello tipico della provincia di Frosinone, mentre la tradizione marinara del Lazio meridionale sarà rappresentata da una reinterpretazione della tiella di Gaeta, con polpo, olive di Gaeta, pomodoro e capperi racchiusi in un piccolo guscio di pasta croccante.

Tra i contorni troveranno spazio le patate dell'Alto Lazio al finocchietto selvatico e i fagioli con le cotiche, mentre anche i dessert saranno costruiti attraverso l'incontro tra diverse espressioni della tradizione regionale. Il maritozzo all'anice, con mousse di ricotta e visciole, sarà seguito da una reinterpretazione del tozzetto viterbese, trasformato in un dessert al cucchiaio con frolla alle nocciole, mousse alla cannella e agli agrumi e croccantino di caramello e nocciole tostate.

Per Germani, l'appuntamento brasiliano rappresenta molto più di una semplice esperienza professionale. «Andare a rappresentare il Lazio e la Tuscia dall'altra parte del mondo è una grande responsabilità, ma soprattutto una grande emozione e una grande soddisfazione», racconta il cuoco viterbese.

«La nostra terra, in particolare, che è sempre stata un po' distratta e silenziosa, merita di essere conosciuta e raccontata anche lontano da qui. Sono contento di poter arrivare così lontano per cercare di darle una voce importante».

Un progetto nato da un'ambizione coltivata fin da giovane. «Ero ragazzino quando sono partito con l'idea che un giorno avrei fatto parlare di casa mia, perché meritava di essere raccontata. Questa è una piccola, ma importante occasione per darle voce, attraverso il mio modo di vedere le cose e il mio lavoro. Un impegno che mi ripaga di tutti i sacrifici fatti in 20 anni di carriera».

Da Valentano a San Paolo, dunque, la cucina diventa uno strumento per raccontare il territorio e portare dall'altra parte dell'oceano alcuni dei sapori più rappresentativi della Tuscia.






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