ANNO 16 n° 272
Dalla Regione 24 milioni per impianti, da gennaio
scatta la non potabilitą
La Pisana si farą carico della realizzazione dei dearsenificatori
26/10/2012 - 13:25

VITERBO (s.c.)- La Regione Lazio finanzierà completamente la realizzazione dei 51 impianti di dearsenificazione necessari ai 34 comuni della Tuscia che presentano valori di arsenico fra i 10 e i 20 microgrammi/litro per rendere le proprie acque potabili.

E' quanto hanno annunciato il presidente della Provincia Marcello Meroi e l'assessore provinciale all'Ambiente Paolo Equitani, che ieri (25 ottobre) hanno ricevuto la nota ufficiale della Pisana, con cui si comunicavano finanziamenti per 24 milioni e 521mila euro.

Dal primo gennaio 2013, infatti, non sarà più in vigore la proroga concessa dall'Unione Europea, che ha fissato al di sotto dei 10 microgrammi/litro il limite massimo di arsenico, facendo scattare in questo modo l'ordinanza di non potabilità delle acque: un problema che riguarderà circa 150mila abitanti del Viterbese.

''Oggi è una giornata davvero importante - ha esordito l'assessore Equitani - perché la Regione ha deciso di finanziare in toto i 24 milioni necessari per realizzare 51 impianti, senza passare per il project financing, cioè alla compartecipazione pubblico-privato. Ai 6 milioni stanziati inilzialmente, la Regione, infatti, ha aggiunto i 18 milioni che erano stati messi in bilancio per gli impianti di depurazione delle acque nere dei poli di Civita Castellana, Sutri e Vignanello. Momentaneamente, perciò, questi soldi sono stati spostati sull'emergenza arsenico ma ci è stato assicurato che nel breve tempo anche questo progetto verrà rifinanziato''.

''La Regione si è anche impegnata ad appaltare i lavori entro la fine dell'anno - ha aggiunto Equitani - ed entro i primi sei mesi del 2013 si dovrebbe arrivare al completamento degli impianti''.

Questo, però, vorrà dire che dal primo gennaio fino al termine dei lavori, i comuni interessati avranno l'obbligo di emettere l'ordinanza di non potabilità delle acque: ''Per tutela degli utenti - ha spiegato l'assessore all'ambiente - i Comuni potrebbero essere chiamati a fornire dei servizi complementari o sostitutivi per la somministrazione delle acque, come ad esempio il potenziamento delle fontanelle pubbliche, ma tutte le misure da poter adottare devono ancora essere vagliate''.

''Siamo molto soddsifatti per questa notizia che ci è giunta dalla Regione - ha poi commentato il presidente Meroi -. Certo si tratta solamente di un  primo passo, perché i lavori da fare sono molti. Gli impianti che saranno realizzati, infatti, sono provvisori e con elevati costi di gestione, perciò sarà necessario mettere in atto progetti a lungo termine, ma per tamponare questo periodo è già un grande impegno''.

''La Regione ha compreso l'impossibilità dell'Ato 1 di poter far fronte da solo all'emergenza - ha proseguito - e con questi ulteriori 24 milioni, che si vanno ad aggiungere ai 12 già stanziati e utilizzati per gli impianti nei paesi con una concentrazione di arsenico superiore a 20 (realizzazione che dovrebbe concludersi entro pochi mesi, ndr) si è arrivati a una cifra totale di 36 milioni di euro''.

Intanto il presidente e l'assessore hanno annunciato anche che invieranno una lettera alla Pisana con cui continueranno a sollecitare interventi urgenti nel territorio, mentre è stata convocata per martedì una riunione della Consulta d’Ambito dell’Ato cui farà seguito una conferenza dei sindaci nel corso della quale sarà recepito ed approvato il nuovo percorso indicato dalla Regione.






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