ANNO 16 n° 259
Dalla pianta di tabacco al fumo senza combustione: l’evoluzione delle sigarette
15/05/2024 - 18:18

Le sigarette rappresentano di gran lunga il prodotto a base di tabacco più diffuso e consumato al mondo; in realtà, la loro ‘invenzione’ è relativamente recente, sebbene abbia contribuito a modificare radicalmente le modalità di fruizione del tabacco. Nel corso dei secoli, infatti, le modalità di utilizzo delle foglie ricavate da questa pianta originaria dell’America Latina sono radicalmente mutate. La più recente evoluzione, in tal senso, è quella del tabacco scaldato, dovuta allo sviluppo di dispositivi che consentono di scaldare una miscela di tabacco o di erbe senza bruciarle.

Dal ‘Calumet della pace’ alle prime sigarette

Come già accennato, la pianta del tabacco è originaria del Sud America; non è affatto un caso se furono proprio le popolazioni native della Mesoamerica le prime a scoprire, e poi consumare, il tabacco. A differenza di quanto accade oggi, però, le foglie essiccate e arrotolate della pianta venivano fumate principalmente in occasioni di cerimonie e riti religiosi o sacri.

A portare il tabacco in Europa tra il 15° e il 16° secolo saranno gli esploratori al seguito di Cristoforo Colombo. Di ritorno dalle Americhe, riferì le proprie scoperte ai reali spagnoli e portoghesi, che inizialmente usavano le piante di tabacco a scopo puramente ornamentale. Successivamente, si diffuse un impiego ben diverso delle foglie di tabacco, alle quali vengono riconosciute svariate proprietà mediche e curative (merito soprattutto del medico personale di Filippo II di Spagna).

Già nel Seicento, il tabacco si trasforma in prodotto da fumo per sigari e pipe; non ne fanno uso soltanto i soldati, ma anche nobili e artisti. Tant’è che si diffonde la moda di organizzare gli ‘smoking parties’, ovvero delle feste per fumare tabacco. È così che nasce la ‘smoking jacket’ (antenata del moderno smoking), una giacca offerta agli ospiti per proteggere i propri abiti dal fumo di tabacco.

Veniamo quindi alla ‘nascita’ delle sigarette. Nonostante esistano due versioni leggermente discordanti circa la loro origine, la datazione è (quasi) certa, e risale ai primi anni Trenta dell’Ottocento. I soldati inglesi, o forse quelli musulmani, impegnati nell’assedio di San Giovanni d’Acri, infilarono il tabacco nei cilindri di carta svuotati della polvere da sparo, forse perché a corto di sigari o privi del calumet. Nel giro di qualche decennio, le sigarette arrivano in tutta Europa e, complice l’invenzione dei macchinari per la produzione industriale, diventano in breve un prodotto di massa.

Le sigarette tra ventesimo e ventunesimo secolo

Nel corso del Novecento, le sigarette consolidano definitivamente il proprio status commerciale, per via di alcuni fattori di carattere storico. Durante la prima Guerra Mondiale vengono distribuite gratuitamente ai soldati in trincea mentre nel Dopoguerra alimentano il mercato del contrabbando e della Borsa Nera. Negli anni del ‘boom’ economico, invece, diventano un simbolo di libertà ed emancipazione (soprattutto per le donne), attraverso i film americani e le pubblicità.

Quasi nello stesso periodo, iniziano i primi studi sugli effetti del fumo sulla salute; da allora, una corposa letteratura scientifica ha dimostrato come la combustione del tabacco nelle sigarette sprigioni sostanze dannose. Non a caso, già dagli anni Sessanta, i principali produttori di tabacco hanno provato a sviluppare prodotti alternativi, a base di nicotina ma senza combustione. Tra gli anni Ottanta e i primi Duemila si susseguono vari esperimenti, con risultati altalenanti in termini commerciali; Oggi, però, i dispositivi a scalda stick come, ad esempio, quelli sviluppati da BAT Italia a marchio glo™, rappresentano una valida alternativa per i fumatori adulti, spesso alla ricerca di un prodotto diverso dalle sigarette tradizionali, e permettono di riscaldare anche stick alle erbe a base di Rooibos, contententi nicotina.

I riscaldatori di tabacco utilizzano un sistema di riscaldamento (controllato da software e sensori) di tipo resistivo o induttivo; sviluppando temperature di poco inferiori ai 300°, scaldano il tabacco - confezionato in stick monouso - per produrre un vapore contenente nicotina. È per questo che i prodotti a base di tabacco scaldato non sono privi di rischi per la salute, benché vi siano alcuni studi scientifici recentemente condotti che suggeriscono una possibile riduzione del rischio rispetto a quello correlato al consumo abituale di sigarette tradizionali.

 

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* 18+ Only. Prodotto destinato esclusivamente a fumatori adulti. Questo prodotto contiene nicotina che crea dipendenza

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