ANNO 16 n° 272
Dalla Fiba Cisl una raccolta di firme
per un tetto agli stipendi dei manager
Il 31 agosto e il 4 settembre verrą allestito
un gazebo in piazza della Repubblica
26/08/2013 - 17:26

VITERBO - La Fiba Cisl – Federazione Italiana Bancari e Assicurativi – si è fatta promotrice della deposizione presso la Corte di Cassazione di un progetto di legge di iniziativa popolare per fissare un tetto massimo delle retribuzioni e bonus dei “top-manager” di Società di capitali.

A sostegno di tale progetto di legge la FIBA CISL sta promuovendo una raccolta di firme tra tutti i cittadini italiani con diritto di voto e che abbiano compiuto i 18 anni al momento in cui firmano, saranno necessarie almeno 50.000 firme.

In tempi in cui l’economia del Paese va a rotoli attanagliata da una recessione senza precedenti nella recente storia, in tempi in cui centinaia di attività chiudono i battenti ogni giorno, in tempi in cui imprenditori e lavoratori disperati arrivano a togliersi la vita a causa delle difficoltà delle loro aziende e della perdita del posto di lavoro, ebbene in tali tempi esiste una particolare casta che non risente di questa crisi dall’alto delle proprie retribuzioni milionarie.

Si tratta dei “top-manager” che hanno potere di governo sull’imprese a prescindere dai risultati conseguiti e riportati nei bilanci annuali delle medesime, e tra stock option, stipendi e bonus vari, percepiscono una retribuzione in misura fissa ed un compenso variabile che dovrebbe essere legato ai risultati positivi ed all’andamento dei titoli della propria società, mentre in molti casi i risultati finanziari si sono rivelati davvero disastrosi o, comunque, non tali da giustificare l’altissimo livello di retribuzione dei top-manager.

A tal proposito, quale sindacato della categoria dei bancari, ci rimane facile rammentare cosa sia successo ad uno storico Istituto bancario come il Monte dei Paschi di Siena, ripresosi grazie ad un generoso intervento dello Stato, oppure riferirsi ad altri noti Gruppi bancari che hanno visto falcidiati i propri bilanci senza che i vertici ne pagassero le conseguenze, ma con ciò causando piani industriali quasi esclusivamente all’insegna dei tagli del personale.

I compensi dei top-manager del sistema finanziario italiano sono troppo elevati in valore assoluto: i Presidenti guadagnano 26 volte la retribuzione di una figura contrattuale media; i Direttori ed Amministratori delegati guadagnano 46 volte una figura contrattuale media.

Nelle aziende private, normalmente rette da “gruppi di famiglia” o da “gruppi omogenei o che comunque ne detengono la maggioranza” i compensi variabili vengono fissati dai Consigli di Amministrazione o dai Comitati di Remunerazione.

Nell’attuale momento in cui la finanza ha generato la crisi mondiale prendendo il sopravvento sulla economia reale, è sorta imperiosa la convinzione, ampiamente diffusa e condivisa, che le remunerazioni elevate dei “top-manager” incoraggiano l’assunzione di rischi eccessivi ed il vento della crescente insofferenza verso le retribuzioni ed i premi esorbitanti spira anche in Italia dove il Governo ha sopperito ponendo, per i propri manager con il decreto “Salva Italia”, il limite massimo di € 294.000,00 annue.

Questo limite può costituire la base della remunerazione fissa anche dei componenti degli Organi di Amministrazione delle società private quotate in borsa; quanto ai bonus ed agli incentivi, che formano il compenso variabile, va ragguagliato ai risultati raggiunti ed alla grandezza dell’azienda amministrata.

Comunque è sorta l’esigenza di porre un limite massimo anche alla parte variabile della retribuzione dei top-manager che non può eccedere la somma di € 294.000,00 e cioè un importo pari alla parte fissa e che compensa qualsivoglia bonus.

In definitiva con la presentazione di un progetto di legge di iniziativa popolare si intende porre un limite alle retribuzioni dei “top-manager” che tra parte fissa € 294.000,00 e quella variabile € 294.000,00 , giustificata solo in presenza di risultati estremamente positivi, non potrà superare globalmente € 588.000,00 che non ci sembra una cifra trascurabile.

Mentre nel 2012: l’Amministratore Delegato di Banca Intesa Sanpaolo ha percepito € 3.937.000; l’Amministratore Delegato di Generali Spa € 3.478.000; l’Amministratore Delegato di Unicredit € 2.997.000; l’Amministratore Delegato di Unipol € 2.153.000; L’Amministratore Delegato di Cattolica Assicurazioni € 2.148.000; l’Amministratore Delegato di Banco Popolare € 1.709.000; l’Amministratore Delegato di Banca Monte dei Pasc € 1.596.000; l’Amministratore Delegato di UBI Banca € 1.506.000; l’Amministratore Delegato del Credito Valtellinese € 1.425.000; il Presidente di Carige € 1.200.000; il Direttore Generale di Banca Popolare Di Sondrio € 1.085.000

E la lista sarebbe molto lunga…..

Per fissare un tetto agli stipendi dei “top-manager” la Fiba Cisl dovrà raccogliere, come detto sopra, almeno 50.000 firme a livello nazionale ed anche a Viterbo il 31 agosto dalle ore alle 13 in Piazza dei Caduti e il 4 settembre dalle ore 8 alle 20 in Piazza della Repubblica verrà allestito uno specifico gazebo presso il quale tutti i cittadini italiani residenti e maggiorenni con diritto al voto, sono invitati a depositare la propria firma a sostegno di questa iniziativa di legge popolare.

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