ANNO 16 n° 274
Dalla ''a'' alla ''z'': un anno di politica
Attraverso l'alfabeto, un riassunto-bilancio del 2011 dei politici viterbesi
29/12/2011 - 23:04

di Roldano Cisternino

 

A come ARIDATECE BERLUSCONI – L’espressione viene attribuita al presidente della Provincia Marcello Meroi quando ha saputo che nella manovra “Salva Italia” era prevista una forte cura dimagrante per la diramazione politica delle Province, a partire dal dimensionamento delle giunte. Meroi è una brava persona, oltretutto, essendo interista, è al riparo da ogni dubbio di malafede e soprattutto abituato a soffrire. Ma nessuno gli chiede di estendere la sofferenza, non solo calcistica, al resto del mondo.

B come BIRINDELLI – Zitta zitta, quatta quatta, la quota rosa della giunta regionale del Lazio si è proposta alla platea della Tuscia. Uscita a sorpresa dal cilindro di Giulio Marini la “rossa” di Bolsena ha iniziato subito a marciare e ben presto ha reciso il cordone ombelicale con Francesco Battistoni, suo predecessore all’assessorato delle Politiche agricole. L’una da soldato a generale, l’altro da papa a cardinale. Come dire: le donne si stanno affermando anche nelle Forze armate e Tajani non è onnipotente.

C come CAMILLI – Imprenditore di successo prestato alla politica, come si diceva una volta, è abituato a decidere da solo e anche a prendersi le responsabilità delle proprie decisioni. In campo calcistico Piero Camilli ha compiuto meraviglie a Grotte di Castro e a Grosseto; se potesse farebbe altrettanto anche alla Viterbese. Società a cui, con una punta di malizia, lascia sempre la porta aperta ma dove non ha nessuna intenzione di approdare, salvo potersela prendere a “parametro zero”. Un solo dubbio: perché si è dimesso quasi con disgusto dalla presidenza del Consiglio provinciale e poi ha accettato di nuovo l’incarico praticamente alle stesse condizioni di partenza? Le dinamiche della politica sono contagiose?

D come DONNE – Quote rosa a parte, nella Tuscia non c’è quasi traccia di una significativa presenza politica da parte delle donne, almeno come classe dirigente dei partiti. I motivi? Vatteli a pesca, il dibattito è aperto. Non è il massimo, ma andrebbe bene anche la commozione in “stile” ministra Fornero.

E come EGIDI – Ci vuole del coraggio e Andrea Egidi ce l’ha. Non è facile, soprattutto per un giovane, tenere insieme un Pd dove convivono anime diverse, a volte radicalmente diverse. Meno male, per lui, che la vera casa delle libertà, cioè dove ognuno fa quel cavolo che gli pare, è proprio il Pd. Ciò gli facilita di molto il compito, che peraltro assolve con perizia. Come gli facilita il compito anche il fatto di non essere maggioranza né in Provincia né nel Comune capoluogo: una posizione vincente quando Mazzoli conquistò Via Saffi. Peccato che Monti gli tarperà le ali. Forse.

F come FATEVI UN ALTRO SOGNO – Riprende quota l’Areoporto a Viterbo proprio nel momento di massima crisi. Meglio così non sarebe stato facile interrompere il sogno di Giovanni Bartoletti, imperterrito e granitico assessore all’Aeroporto. Compito ingrato, lo sappiamo, ma anche chi ha dovuto spiegare all’ultimo giapponese che la guerra era finita lo ha fatto, immaginiamo, con il cuore in gola.

G come GIANMARIA SANTUCCI – L’enfant prodige della politica viterbese sta per spiccare il volo. I rumors dicono che sarà il prossimo candidato sindaco al Comune di Viterbo e che anche il Pd ha dato via libera. Di lui si sono dette le stesse cose in due tornate di elezioni provinciali. L’interessato è autorizzato a fare gli scongiuri ma spesso la politica si riempie la bocca della parola giovani e poi non è neanche capace di responsabilizzare un “ex ragazzo” . Verrebbe da dire: se non ora quando? E considerando il periodo di vacche magre e le casse comunali sull’orlo del default non è neanche un grande augurio per nessuno.

H come HAI VISTO CHE PRIMA O POI... - Giovanni Arena è approdato ai vertici dell’Arpa, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale del Lazio. Come dire, hai visto che prima o poi qualcosa arriva? Arena può considerarsi un “onesto lavoratore della politica”. Uno insomma che non straparla e che ogni giorno timbra il cartellino per sistemare una buca, asfaltare una strada, rimuovere o aggiungere un cassonetto dei rifiuti. Comunque la si pensi, ce ne fossero.

I come INIZIATIVA - Nel panorama politico provinciale è una voce non pervenuta. Tutto è immobile e frenato da vecchie logiche.

L come LAVORO – Da questo punto di vista l’Italia piange, ma la Tuscia si dispera. Il territorio paga la mancanza storica di strutture e infrastrutture e la “soggezione” nei confronti della vicina Roma che ingloba la maggior parte delle risorse. E’ per questo che occorrerebbe una classe politica, tutta, che sappia imporsi maggiormente per creare le condizioni affinché chi ancora vuole investire, soldi o ingegno, trovi un territorio con servizi all’altezza degli anni 2000.

M come MARINI – L’alfabeto della politica 2011 non poteva non avere la M di Marini. Sindaco del capoluogo e parlamentare, è un rullo compressore. Ha avversari all’esterno e all’interno del suo partito, ma nonostante ciò, come si è visto anche dall’ultimo tesseramento del Pdl, mantiene il centro della scena. Un po’ populista, un po’ amico di pianerottolo, sparge parole e sorrisi a tutti e ha incarnato un modello relazionale tra il berlusconiano e il veterocomunista. Ma dietro di lui non si intravede ancora un ricambio né, pare di capire, lo cerchi con particolare ansia. E così anche i cosiddetti “quarantenni” rischiano di invecchiare insieme a lui.

 

N come NOVITA’ – Altra voce non pervenuta nel cielo della politica viterbese. Guarda alla voce I come Iniziativa.

O come ONANISMO – Intensa attività della politica tutta intenta a spiegare al popolo le mirabilie di delibere, atti ,provvedimenti e riforme, salvo poi far trovare i cittadini sempre peggio.

P come PADRINI POLITICI – La politica viterbese non sfugge alla norma e al metodo che, se Dio vuole, si è anche accentuato rispetto alla cosiddetta Prima Repubblica. Ognuno fa riferimento a qualcuno, a cominciare dai big provinciali. Senza parlare di tutto quel sottobosco che travasa continuamente da una “componente” all’altra per creare cariche e incarichi a proprio uso e consumo. Del resto siamo ormai diventati un Paese di nominati e le alleanze si stringono sui valori. Sì i valori, ma quelli economici!

Q come QUALITA’ DELLA VITA – Le recenti statistiche indicano un calo della qualità della vita nella Tuscia. Alzi la mano chi aveva qualche dubbio.

R come RIMPASTO – E’ stata tra le parole più usate in questo 2011. Tra Palazzo Gentili e Palazzo dei Priori hanno fatto a gara a chi la usasse di più. Naturalmente non è stato fatto nulla o quasi e, per una volta, è stata una scelta azzeccata. Considerando che i rimpasti, quando si sono fatti, hanno prodotto solo la stessa “pasta”, almeno si è evitata un’inutile “liturgia”.

S come SANITA’ - Si salvi chi può.

T come TALETE – L’acqua pubblica dovrebbe essere, almeno questo hanno detto i cittadini nell’ultimo referendum, un bene-valore di base. La gestione viterbese di questo bene-valore era ed è affidata alla Talete. Società che ha sempre avuto una vita tempestosa, non sta propriamente in buone acque e che, oltre ad avere aumentato le bollette sta rischiando fallimento e posti di lavoro. Guardando la vicenda di Talete verrebbe da dire: c’è qualcosa nella Tuscia, ma potremmo dire in Italia, che è stata gestita come Cristo comanda? Sibilate la risposta e tenetevela per voi; non rovinatevi il Natale.

U come UN TAVOLO – Crisi? Problemi? Feste? Programmi? Vertenze? Dilemmi? Tric&trac? Aranciate, birre e coche? Un “tavolo” non si nega a nessuno. Peccato che a sedersi siano sempre i soliti. E ringraziate se ogni tanto vi danno gli avanzi.

V come VOLONTARIATO – E’ il grande motore della società, anche nella Tuscia. I politici fanno a gara a metterci il cappello ma non importa, spesso la grandezza d’animo è speculare alle umane miserie. Ma a proposito di volontariato, se andasse in porto la riforma Monti, gli enti di livello secondario dovrebbero avere incarichi onorifici e non più retribuiti. In pratica diventerebbero tutti volontari. Adesso si scannano, dopo si faticherà a trovarne uno. Scommettiamo?

Z come ZETA – Siamo arrivati alla zeta, alla fine. La fine di qualcosa è sempre l’inizio di qualcos’altro. Questo è il nostro augurio di Natale e per il un nuovo anno. Un augurio di speranza, nonostante tutte le lettere precedenti, e, soprattutto, nella certezza che le risorse umane sono così straordinarie che non si può non risalire anche quando si è toccato il fondo.






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