


VITERBO - Dal governo quasi nove milioni di euro per la messa in sicurezza di ponti e viadotti nella Tuscia, o per la realizzazione di nuovi ponti ex novo in sostituzione di quelli già esistenti. Questo il riparto nel dettaglio: 2.692.174,52 euro per il 2021; 3.461.367,24 euro per il 2022: 2.692.174,52 euro per il 2023. Totale: 8.845.716,28 euro.
È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze, che assegna i fondi previsti nel decreto legge del 14 agosto 2020 n. 104. Un finanziamento da 1,15 miliardi di euro nei prossimi tre anni. Sono i fondi a disposizione delle Province e delle Città Metropolitane, dedicati alle infrastrutture di loro competenza, per la messa in sicurezza dei ponti e dei viadotti e per la sostituzione dei manufatti a rischio crollo.
L'azione messa in campo dal Governo prevede che la somma venga ripartita nell'arco del prossimo triennio. Saranno rispettivamente 350 milioni di euro per il 2021, 450 milioni per il 2022 e 350 milioni per il 2023 le risorse dedicate agli enti per l'opera di risanamento di ponti e viadotti.
Il decreto stabilisce la ripartizione delle risorse tra gli enti destinatari secondo criteri che includono vari fattori: il parco circolante dei mezzi, la vulnerabilità rispetto ai fenomeni sismici e al dissesto idrogeologico, lo stato della rete viaria.
Le risorse assegnate sono destinate a diverse attività, tra cui la classificazione del rischio, la verifica della sicurezza, la progettazione, la direzione lavori, il collaudo, i controlli in corso di esecuzione e finali, nonché alle spese per le attività tecniche necessarie alla realizzazione delle opere (rilievi, accertamenti, indagini, allacci, analisi di laboratorio). Tra le attività finanziate è compreso anche il monitoraggio strutturale con l'esecuzione di rilievi, di studi sul traffico, del livello di incidentalità, dell'esposizione al rischio.
Le Province e le Città Metropolitane dovranno presentare un programma al Ministero per avere accesso ai fondi messi a disposizione per la messa in in sicurezza di ponti e viadotti. Seguiranno poi, da parte degli uffici del Mims, controlli sul rispetto dei parametri specificati dal decreto e sull'attribuzione delle risorse in base alla progressione della spesa.