ANNO 16 n° 274
Dai balconi a Wembley
Campioni d'Europa
12/07/2021 - 07:05

 

di Alessio Campana

 

 

È nostra. 

L'Italia di Mancini s'impone sull'Inghilterra padrona di casa a Wembley e conquista il secondo campionato Europeo della sua storia.

Impensabile fino a soltanto tre anni fa, quando una nazione intera s'asciugava le lacrime dagli occhi dopo la mancata qualificazione al mondiale di Russia.

E invece eccolo il sapore della vittoria: inebria le nostre anime in questo sogno di una notte di mezza estate e si aggrappa ai corpi, festanti, che ritrovano la bellezza di un abbraccio dopo un anno e mezzo vissuto a distanza.

Ce la meritiamo. E non solo perché, oggettivamente, siamo stati i più forti d'Europa.

Abbiamo aspettato questo momento in silenzio, convivendo con sofferenza e terrore, noi che - per primi nel mondo occidentale - abbiamo assaggiato il boccone amaro della pandemia.

Dal cantare l'inno di Mameli sui balconi al festeggiare - cuore in gola -  lungo le strade di un Paese che si ritrova finalmente in festa.

E dire che il goal del pareggio ce lo ha donato proprio un viterbese: Leonardo Bonucci da Pianoscarano. E che nessuno si azzardi più a spendere una parola in meno su di lui. Ha dimostrato di essere un Campione, con la 'C' volutamente maiuscola, e ha coronato il sogno di una carriera intera. A lui il nostro eterno grazie.

A lui come a Roberto Mancini e agli altri eroi di questa impresa leggendaria.

Al Sacrario, cuore della Viterbo azzurra, volti bagnati dal pianto. In una serata normale tutti quei clacson avrebbero stordito le menti dei poveri malcapitati, ma non questa notte. Niente può impedire ai pensieri di viaggiare e percorrere, con passo lento e profondo, la strada di una delle notti più magiche della nostra esistenza.

Resta negli occhi, oltre al rigore parato da Donnarumma (un altro di cui, forse, si è scritto troppo a sproposito), l'immagine di un Gianluca Vialli commosso. E solo lui, che convive assieme a un mostro indescrivibile, sa quanto valga una gioia come questa.

Abbiamo vinto. Da Codogno a Wembley, in un lungo abbraccio collettivo.

Disse Sandro Pertini che 'bisogna essere degni del popolo italiano'. La Nazionale italiana di calcio lo è stata. Così come, prima di lei, lo sono stati e lo sono tuttora tutti quegli operatori - della sanità, della sicurezza, del sociale - che nel momento più difficile ci hanno ricordato quanto sia una fortuna vivere qui.

E questa volta lo gridiamo al cielo di Londra: siamo e saremo sempre orgogliosi di essere italiani. Sì. Per tornare a discutere su ogni cosa ci sarà tempo. Non adesso. Non l'11 luglio. Viva l'Italia campione d'Europa.




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