ANNO 16 n° 273
Da Vulci a Francoforte, due corredi tombali resteranno esposti fino ad ottobre
Conclusa la mostra intitolata ''Sfingi, leoni e mani d'argento'' con i reperti archeologici venuti alla luce negli ultimi anni
18/04/2022 - 05:34

MONTALTO DI CASTRO - Vulci a Francoforte. Si è conclusa il 10 aprile la mostra ''Sfingi, Leoni e Mani d'argento'' nella quale sono stati esposti i contesti venuti alla luce grazie agli scavi nella città etrusca di Vulci degli ultimi anni. Ma non tutti i capolavori in trasferta rientreranno subito in Italia.

La Soprintendenza infatti ha annunciato che ''vista l'importanza culturale del concetto del 'contesto archeologico' in un museo europeo dove prevale di solito il pezzo da collezione, per due corredi tombali, uno dalla Necropoli dell'Osteria, uno dalla Necropoli di Poggio Mengarelli, e per la Sfinge dall'Osteria è stata concessa una proroga all'esposizione fino ad ottobre 2022''.

Come si ricorderà, la mostra era stata inaugurata il 2 novembre scorso. Le ultime scoperte archeologiche dalla metropoli di Vulci e le più recenti riflessioni sullo sviluppo della civiltà etrusca in Italia hanno spinto la Soprintendenza, insieme al Museo di Francoforte, alla Fondazione Vulci (ente gestore del Parco di Vulci) e al Parco Archeologico del Colosseo, a promuovere l’evento. I visitatori hanno potuto ammirare i reperti rinvenuti nei recenti scavi effettuati, come detto, nella Necropoli dell’Osteria e in quella di Poggio Mengarelli. A fare bella mostra di sé i corredi della Tomba delle Mani d’argento, della Tomba dello Scarabeo Dorato e della Tomba 18 con la rarissima coppa tolemaica, oltre che gli esempi delle più importanti produzioni di artigianato artistico vulcente, come la statuaria in pietra e gli elementi della devozione popolare in terracotta. In mostra, inoltre, alcuni reperti da contesti sacri e sepolcrali dal Foro e Palatino di Roma, relativi al periodo della Roma dei Re Etruschi.

''La mostra rappresenta un esempio straordinario – aveva commentato il Soprintendente, l’architetto Margherita Eichberg – di una riuscita collaborazione internazionale tra il nostro Ministero e il Museo tedesco. È anche grazie alla condivisione e alla diffusione della conoscenza del nostro patrimonio che si combatte il traffico illecito dei reperti e si stimola la coscienza di una cultura partecipata dal più ampio pubblico possibile''.






Facebook Twitter Rss