


VITERBO – 80 anni di politica, 80 anni di dibattito e 80 anni di vita amministrativa racchiusi nella cornice della Sala delle Colonne di Palazzo dei Priori. Un anniversario che non è solo celebrazione, ma anche occasione per guardare indietro e capire da dove è ripartita la città dopo uno dei periodi più difficili della sua storia.

La storia della città
A ripercorrere quei primi passi è stato il presidente del consiglio comunale, Marco Ciorba: “La prima amministrazione ebbe il gravoso compito di risollevare una città che, fortunatamente, aveva voglia di rialzarsi e prosperare. Gli amministratori di allora incarnavano questa vocazione”.
Un passaggio che riporta direttamente al 1946, anno simbolo non solo per il voto a suffragio universale, ma anche per la ripartenza concreta della comunità. “Far ripartire la macchina di Santa Rosa dal ’46 – ha ricordato – è stato il sigillo della determinazione del popolo viterbese di tornare alla vita”.
Un ponte tra passato e presente
Durante la cerimonia, la sala ha accolto molte delle figure più rappresentative dello scenario politico locale e non solo: dalla vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna, agli ex sindaci di Viterbo – Gabbianelli, Arena, Marini, Meroi e Pio Marcoccia – fino ai consiglieri regionali Daniele Sabatini e Giulio Menegalli Zelli. Presenti anche consiglieri e assessori comunali e il presidente del Sodalizio dei Facchini, Massimo Mecarini.
Un colpo d’occhio che, di fatto, ha restituito l’immagine di una comunità politica trasversale, riunita per celebrare una data che appartiene a tutti.
I primi 40 consiglieri
Uno dei momenti più significativi è stato quello dedicato al ricordo dei primi quaranta consiglieri comunali eletti - i loro nomi sono stati letti dai membri del consiglio comunale delle bambine e dei bambini della città -, i primi a rappresentare una città uscita dalla guerra e pronta a ricostruire non solo le proprie strutture, ma anche il proprio tessuto democratico. I loro nomi sono stati letti in aula dai consiglieri e dagli assessori attuali, in un ideale passaggio di testimone tra passato e presente.
Il valore della democrazia oggi
A chiudere il cerchio è stato l’intervento della sindaca Chiara Frontini: “80 anni fa chi sedeva in quest’aula portava sulle spalle il peso di una ricostruzione, sia morale che materiale. Dedico questo anniversario soprattutto alle donne che, allora come oggi, sono state le vere colonne portanti della rinascita”. Un richiamo che si lega direttamente al significato più profondo della ricorrenza: il voto universale. “Questo rappresenta il dovere di esserci, la capacità di ascoltare: sono queste le prerogative essenziali. La democrazia è il dovere di esserci. Se sapremo agire con la stessa tenacia e costanza di chi ha fatto risorgere il Paese dalle ceneri, allora il nostro passaggio tra queste mura non sarà stato vano”.
Non ultimo per importanza, l’intervento del prefetto Sergio Pomponio, che ha riportato l’attenzione sul valore della continuità amministrativa e del confronto politico: “Le stagioni cambiano, così come le priorità, ma resta centrale il ruolo del consiglio comunale come luogo di confronto. È qui che si costruisce il futuro della città, giorno dopo giorno”.
A chiudere la cerimonia, una presenza tanto inattesa quanto gradita. Il consiglio ha infatti accolto, come ospite speciale, la 103enne viterbese Aura Signorelli, che ha raccontato un ricordo personale legato proprio a quel 1946. Nonostante una gravidanza in corso, con una matita in mano e un forte desiderio di libertà, si recò alle urne per esprimere il proprio voto, per la prima volta.
Un gesto semplice, ma che oggi permette di costruire un ponte tra quel 7 aprile 1946 e il presente, 24 aprile 2026.