

Nel 1989 alcuni giovani ospiti della Madonnina del Grappa di Firenze (Opera della Divina Provvidenza), presso la quale la Comunità Amore e Libertà svolgeva un servizio di volontariato e appoggio educativo, hanno chiesto a don Matteo Galloni di poter vivere con lui all’interno della Comunità Amore e Libertà come nella loro nuova famiglia, avendo visto in lui una figura paterna e in Francesca e nei consacrati figure materne e fraterne. È nata così, da un esigenza concreta, manifestata dall’incontro con volti concreti di bisognosi, la Famiglia Amore e Libertà.
Da allora la Comunità Amore e Libertà è diventata un punto di riferimento per i Servizi Sociali per l’accoglienza di minori allontanati dalle famiglie d’origine con provvedimento del Tribunale per i Minorenni, laddove le figure genitoriali non sono in grado di educarli (per povertà culturale, incapacità psicologiche o fisiologiche), o perché subiscono, spesso da parte degli stessi genitori, violenze, maltrattamenti ed abusi.
La Comunità si occupa di accogliere minori privi del sostegno familiare e di donare ad essi il calore e l’affetto di una famiglia, accompagnandoli fino all’autonomia. I minori affidati vengono seguiti in tutte le fasi della loro vita senza limiti di età, per offrire loro la possibilità di studiare e di inserirsi nella società contemporanea, come persone libere e oneste, con prospettive concrete. Per questo sono stimolati a studiare e diplomarsi ed eventualmente a continuare gli studi anche oltre il conseguimento della maturità. Nel corso di questi anni cinque ragazzi si sono diplomati, attualmente alcuni frequentano l’università ed altri lavorano ed hanno una casa propria. Tre di loro si sono sposati e hanno già dei figli. Tutti sono stati accompagnati fino all’autonomia e continuano ad avere rapporti familiari con i responsabili della Comunità che sono per loro come figure genitoriali, e con i ragazzi stessi. Il numero dei minori accolti è comunque limitato perché ci occupiamo solo di progetti a lunga scadenza in funzione dell’autonomia e dell’inserimento attivo nella società continuando a seguire le persone senza limite di tempo.
LA MISSIONE IN RDC
La Comunità Amore e Libertà, sentendo rivolto a sè l’invito di Gesù: “Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura” (Mc 16,15), cerca di aprire case in tutto il mondo, privilegiando le zone più indigenti per accogliere ed amare i più poveri e i più bisognosi. La caratteristica del nostro intervento è quella di testimoniare e trasmettere, direttamente o indirettamente, nel rispetto delle persone e delle situazioni, l’Amore, la Libertà e la familiarità di Dio, inserendoci nelle realtà affidateci pian piano, seguendo l’esempio di Gesù che è entrato nel mondo come un umile bambino. Con questo spirito n’acque nel 1997 la Missione a Kinshasa nella Repubblica Democratica del Congo.
AREA GEOGRAFICA D’INTERVENTO (RDC)
L’area geografica d’intervento in cui nel 1997 è sorta la sede della Missione Amore e Libertà è Masina, uno dei quartieri periferici più poveri della città di Kinshasa, capitale della Repubblica Democratica del Congo.
Il susseguirsi di guerre e dittature che hanno colpito il Congo, hanno portato molte famiglie congolesi a sfollare dalle zone di campagna verso le città, e in particolare verso la capitale Kinshasa, che oggi ospita circa 10 milioni di persone che vivono in quartieri disastrati, senza servizi e con pochissime possibilità di lavoro.
Agli orfani di guerra, ai bambini ex soldato o a quelli abbandonati che vivono nelle strade della capitale, si aggiungono ogni giorno altri bambini, anche piccolissimi, abbandonati o cacciati di casa da famiglie che non sono in grado di sfamarli. Spesso, sotto l’influsso dei predicatori ed esorcisti che, mescolando cristianesimo e antiche credenze, proliferano tra le baraccopoli, i bambini vengono accusati di stregoneria, di essere la causa delle disgrazie della famiglia, e finiscono sulla strada, vittime potenziali di violenze e abusi di ogni tipo.
L’UNICEF stima che, nella sola Kinshasa, siano circa 30.000 gli shegué, i bambini (e bambine) di strada, che sopravvivono di lavoretti nei mercati, di elemosine e piccoli furti, ma spesso anche di prostituzione. Il tasso di malattie e mortalità è altissimo, spaventose le violenze che subiscono durante le ricorrenti retate della polizia o da parte dei ragazzi più grandi.
La situazione economica è estremamente critica e la moneta locale è in balia di una fortissima quanto fluttuante svalutazione; acquistare la merce è diventato estremamente difficoltoso oltre che costoso. Non esiste una sanità pubblica e le cure sono lasciate alle tradizioni dei riti tribali e dei “sorciers” (stregoni); gli ospedali che funzionano sono tutti a pagamento e insufficienti per la popolazione.
La scuola pubblica è in ogni ordine e grado a pagamento e l’istruzione diventa appannaggio di poche famiglie privilegiate che possono sostenere gli elevati costi della scuola privata.
Il poverissimo quartiere periferico in cui si trova la Comunità Amore e Libertà riflette ed estremizza tutte le problematiche finora descritte ed è caratterizzato da una situazione demografica assai particolare: le famiglie hanno in media 7 figli in estrema povertà.
La mancanza di scuole pubbliche gratuite ha portato la popolazione ad un tasso di analfabetismo elevatissimo e i più poveri riescono a parlare solo la lingua locale non conoscendo nemmeno la lingua ufficiale del paese, il francese.
ACCOGLIENZA DEI BAMBINI DI STRADA, LA SUOLA DELLA LIBERTÀ E LE ADOZIONI A DISTANZA
La Comunità Amore e Libertà accoglie al suo interno bambini e bambine orfani, abbandonati o allontanati dalle famiglie e rifiutati dalla società perché ritenuti stregoni portatori di disgrazie (sorciers). Essi costituiscono i cosiddetti “shegué”, bambini che vagano per le vie della città in cerca di cibo e di un riparo. Dormono sui cigli delle strade diventando così facile preda di malintenzionati, e rischiando ogni giorno di morire per violenze, denutrizione e malattia. Nella città e nella periferia di Kinshasa attualmente ci sono circa 30.000 bambini di strada. Il dramma di questi ultimi anni si è aggravato perché molte adolescenti partoriscono bambini sulla strada. Intere generazioni di persone non conoscono così altro che la strada.
Attualmente vivono nella sede della Comunità 32 bambini, maschi e femmine, tra i 3 e i 18 anni. La Comunità costituisce per questi piccoli una famiglia, quella che purtroppo è loro venuta meno, occupandosi della loro cura e educazione. Si prende a carico la loro istruzione scolastica e professionale con il preciso obiettivo di facilitarne il rientro nella società, rendendoli portatori di una nuova cultura basata sui valori della solidarietà, onestà, impegno nel lavoro, amore per la famiglia, pace.
A tal fine ha costruito una casa di accoglienza per le bambine e una per i bambini. Per garantire l’efficienza e l’autosufficienza il complesso è stato dotato di cisterna, autoclave e di un gruppo elettrogeno. Inoltre, è stata realizzata una struttura adibita a refettorio, cucina, lavanderia e magazzini. Attraverso le adozioni a distanza la Comunità cerca di aiutare le famiglie più povere del quartiere che non hanno la possibilità di sostenere le spese delle rette scolastiche per i propri figli né hanno le possibilità di sfamarli o pagare le cure mediche necessarie. In questo modo si garantisce ai bambini un pasto al giorno, la retta scolastica e le cure necessarie. Adottare un bambino a distanza significa garantirgli un aiuto dall’infanzia fino al completamento del ciclo scolastico, quando cioè sarà in grado, con l’istruzione e il sostegno ricevuto, di avviarsi a un attività lavorativa che possa mantenere lui e la sua futura famiglia. Seguiamo attualmente circa 300 bambini.
L’AZIENDA AGRICOLA DI KIMPOKO
Per aiutare le famiglie in difficoltà e che non hanno la possibilità di lavorare a causa delle condizioni del Paese, la Comunità Amore e Libertà ha acquistato un terreno per impiegare nel lavoro agricolo padri di famiglia ai quali viene dato un stipendio per il loro lavoro e l’utile ricavato verrà utilizzato per il sostentamento dei malati e anziani del quartiere, fascia di popolazione lasciata completamente senza assistenza dallo Stato. Per dare la possibilità di lavorare a sempre più genitori disoccupati abbiamo avviato anche l’adozione di un papà (o una mamma) a distanza, per garantire loro uno stipendio con il quale potranno sostenere tutta la loro famiglia e lo studio dei loro figli. Ad oggi l’azienda accoglie più di 100 lavoratori e possono con il loro lavoro far mangiare e studiare la loro famiglia e i loro figli.