ANNO 16 n° 272
Da Civita Castellana alla Polonia per raccontare il dramma dei profughi
Il docu-film di Pier Francesco Cari e Gianluca Salza: ''Tanto dolore negli occhi di queste persone''

CIVITA CASTELLANA - Da Civita Castellana fino in Polonia, al confine con l'Ucraina, per realizzare un docu-film che vuol raccontare l'invasione di quest'ultima da parte della Russia.

A realizzarlo due trentenni civitonici: Pier Francesco Cari, regista e Gianluca Salza, giornalista-producer, che sono partiti insieme a Riccardo Pompili, Ilaria Fusco, Anna Lapicirella e Irene Santoro. A parlare saranno le storie dei profughi in fuga, persone private della loro casa, della loro quotidianità, piombate in un incubo che rende difficile pensare a qualsiasi tipo di prospettiva futura. Si tratta soprattutto di donne e bambini come la piccola Paolina, una bimba di 5 anni che ha passato il confine e ora si trova in Polonia.

''Paolina - racconta Gianluca Salza - è comunque una bambina fortunata. Ha detto al suo papà che è rimasto a combattere che stiamo girando un film su di lei e che presto lo andranno a vedere insieme”.

 

La bambina è ospite, insieme alla nonna ed alla mamma, in una fattoria che si trova a circa 100 km dal confine. La signora Eva, la proprietaria, è andata per giorni al confine con un cartello dove aveva scritto la sua disponibilità ad accogliere profughi.

Tramite l’aiuto di associazioni umanitarie, la famiglia di Paolina è giunta in questa sorta di paradiso. 

''Chi ce lo ha fatto fare? Non potevamo non fare niente - spiega Gianluca parlando del docu-film - e siamo venuti qui. Stiamo realizzando un documentario, vogliamo solo raccontare le storie delle persone, nessun coinvolgimento politico''.

''Non abbiamo paura - prosegue - altrimenti non saremmo venuti. Vediamo tanto dolore negli occhi delle persone, e il dolore è un linguaggio universale, insieme alla speranza. Ci fermiamo ancora un po' di giorni, non possiamo mollare adesso''.






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