ANNO 16 n° 274
Da Bari per visitare
le bellezze della Tuscia
Un esempio da seguire in vista dell'anno santo straordinario
16/03/2015 - 02:00

VITERBO - Un gruppo di turisti provenienti dalla Puglia per due giorni nella Tuscia. E qual è la notizia, si chiederebbe il cronista scafato? In effetti , dovrebbe trattarsi di normalità per una terra, come quella di Tuscia, che si pone come obiettivo la crescita (economica e sociale) attraverso il terziario, quindi in primis il turismo. Appunto. Ma, a ben vedere, la questione è tutt'altro che scontata. Che cosa facciano le pubbliche istituzioni per lanciare il 'prodotto' nei circuiti nazionali e internazionali è sotto gli occhi di tutti: poco, anzi spesso niente. E allora tocca ai privati che hanno una sola strada per farsi largo: proporre e vendere pacchetti convenienti (perché alle bellezze naturali e ai beni storici e architettonici da 'vendere' ci hanno per fortuna pensato in passato altri).

Allora, il Circolo Unione di Bari (uno dei club più esclusivi e chic del capoluogo pugliese con circa 800 soci che versano una quota mensile di 100 euro) ha organizzato una gita dalle nostre parti per il week end. Una cinquantina di partecipanti, visite a Palazzo Farnese di Caprarola, escursioni a Tarquinia e Tuscania e ovviamente tour in città; 25-30 stanze occupate in un albergo viterbese. Non ci sono segreti per un episodio del genere: basta offrire prezzi invitanti e in grado di battere la concorrenza di Roma e il gioco è fatto. Meglio avere una trentina di stanze occupate per due giorni (magari guadagnandoci un po' meno) o desolatamente vuote? Risposta ovvia, dalla quale ricavare un insegnamento importante per il futuro (peraltro assai prossimo) che propone a stretto giro di posta l'anno santo straordinario che porterà a Roma milioni di pellegrini.

Come convogliare a Viterbo e nella Tuscia almeno una piccola parte di quei visitatori? Con pacchetti convenienti e prezzi bassi che possano indurre i tour operator del settore a spostarsi da Roma nella zone circostanti. E bisogna cominciare a farlo subito, sin da oggi. Se nella Capitale si deve spendere mediamente 10, Viterbo deve offrire gli stessi servizi a 7: l'esempio è grossolano ma rende bene l'idea. Chi opera nel settore si farà due conti e scoprirà che è economicamente più utile portare i turisti qui. E che le spese aggiuntive per i trasporti saranno ampiamente compensate dai risparmi sulla permanenza. Sembra il segreto di Pulcinella, ma è l'unica strada valida per sfruttare un'occasione che non si ripete spesso negli anni.

Ma vale sempre il discorso del Circolo Unione di Bari che arriva a Viterbo con una cinquantina di persone in un periodo non particolarmente propizio dal punto vista meteorologico. Un esempio da seguire, soprattutto adesso che la primavera si avvicina. Meditate, gente, meditate...






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