ANNO 16 n° 274
C'č anche un viterbese tra gli indagati
della maxi inchiesta internazionale
Operazione di Polpost e Interpol
15/06/2012 - 12:12

VITERBO - C'è almeno un viterbese tra gli indagati della maxi operazione internazionale contro la pedopornogravia condotta dalla polizia postale di Catania in collaborazione con la polizia tedesca e dell'Interpol. All'alba di oggi, nel corso dell'operazone ''Strike'', coordinata dalla procura del capoluogo etneo, l'abitazione dell'uomo è stata perquisita e, secondo quanto si è appreso, sarebbe stata sequestrata un grossa quantità di materiale pedopornografico.

Complessivamente sono stati eseguiti otto arresti e 109 denunce per divulgazione e detenzione di immagini di pornografia minorile, tra cui quella a carico dell'uomo residente a Viterbo.

L'inchiesta è scaturita da due diverse indagini avviate nel 2010, quando fu individuato un sito web con sede in Germania che diffondeva immagini di pedopornografia e sono stati identificati gli utenti italiani che avevano acquisito foto di pornografia minorile.

Il sito in meno di due mesi aveva avuto oltre 44 mila accessi nella sezione nominata ''Teen group'', contenente centinaia di immagini di bambini coinvolti in atti sessuali.

Per alcuni mesi la polizia italiana e quella tedesca hanno seguito le tracce telematiche di utenti che sulla rete eDonkey2000 divulgavano video dal contenuto pedopornografico. E' stato utilizzato un sistema già conosciuto dalla polizia italiana che consente di monitorare le reti e individuare coloro che diffondono determinati file.

Le persone arrestate risiedono a Siracusa, Napoli, Firenze (tre), Massa Carrara, Modena e Bolzano. Tutti detenevano e, in alcuni casi, divulgavano ingenti quantità di video di pornografia minorile.

In particolare, l'arrestato di Napoli tra il numeroso materiale pedopornografico deteneva immagini autoprodotte raffiguranti adolescenti e minori ripresi nel bagno di casa con le parti intime scoperte, mentre 'espletavano attività fisiologiche'.

Un altro degli arrestati ha tentato la fuga portandosi degli hard disk e un altro ancora deteneva oltre 436.000 file di pornografia minorile.

Le province dove risiedono gli indagati, oltre a Viterbo sono: Alessandria, Arezzo, Avellino, Bari, Belluno, Bolzano, Biella, Brescia, Brindisi, Carbonia Iglesias, Catania, Chieti, Cosenza, Crotone, Cuneo, Ferrara, Firenze, Foggia, Grosseto, Imperia, Lecce, Livorno, Mantova, Massa Carrara, Milano, Modena, Napoli, Parma, Pavia, Pisa, Pordenone, Prato, Reggio Emilia, Roma, Siracusa, Torino, Trieste, Trapani, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza.

 






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