

di Massimiliano Morelli
Ci si innamorava sui banchi di scuola. Ci si innamorava all’università. Sul posto di lavoro, o magari al parco. Bastava un’occhiata, un briciolo di coraggio e si metteva in moto la macchina dell’amore. Oggi, al contrario, l’amore sorge in ben altra maniera e la domanda sorge perfino spontanea: l’angioletto che scoccava la freccia e colpiva insieme due cuori per innescare la scintilla della passione, che fine ha fatto? Cupido, dove sei? Oggi il partner non si trova più con un incontro fortuito, ma grazie ai social. A raccontarlo una ricerca che ha indagato sui mutamenti nel rapporto tra affettività e tecnologie digitali durante il lockdown. Una comunicazione che negli ultimi mesi ha rappresentato una modalità predominante se non addirittura esclusiva. Emerge attraverso l’indagine che quasi il 50% ha conosciuto il proprio partner su web e social. Tendenza più presente nei maschi sotto i trent’anni e più diffusa nelle regioni settentrionali. Capita più spesso tra persone con livelli di istruzione mediobassi, mentre tra i laureati la propensione è decisamente inferiore. Sulla base dei risultati ottenuti i giovani intervistati sono stati divisi in sette categorie: autonomi, equilibrati, eteronomi, marginali, forzati, adattati e ibridati.