ANNO 16 n° 272
''Cultura e industria
possono convivere''
Il progetto di Federico Fracassini, candidato con Fratelli d'Italia
24/05/2013 - 04:00

VITERBO – Una ‘’zona franca’’ del Comune per incentivare e attrarre l’industria nella Città dei Papi. Questo il progetto che Federico Fracassini intende portare avanti se fosse eletto in Consiglio comunale, candidandosi con Fratelli d’Italia, lista che appoggia Giulio Marini candidato sindaco.

Figlio d’arte (il padre è il consigliere uscente e politico di lungo corso Antonio Fracassini), quarantadue anni, professionista nel settore della prevenzione ambientale e della sicurezza sul lavoro, il suo sogno è far diventare Viterbo ciò che la Svizzera, l’Austria e la Croazia sono per le imprese del Nordest d’Italia.

‘’Ok è un sogno – puntualizza – ma non di quelli che si fanno ad occhi chiusi. Per quanto mi riguarda sarà un progetto vero e proprio da realizzare nel medio termine’’.

In sostanza si tratterebbe di creare una zona industriale alla Volpara. Ma con il Poggino come la mettiamo?

‘’Non si tratta di sostituire la zona produttiva del Poggino con quella della Volpara. Io vedo il Poggino più valorizzato con la presenza di attività commerciali e artigianali, mentre la Volpara dovrebbe essere destinata esclusivamente a chi fa impresa industriale.

Ma perché proprio in località Volpara?

Prima di tutto per la sua posizione strategica. Quel’area è attraversata dalla superstrada e ciò significa che in trenta minuti chi trasporta merci su gomma può raggiungere sia Orte che Civitavecchia. Ma anche perché il terreno è di proprietà del Comune che può istituire una sorta di ‘mini zona franca’’, vale a dire incentivare la localizzazione delle industrie offrendo alcuni benefici, in primis rinunciando alle imposte da quelle imprese che decidono di produrre, investire e assumere nella nostra città’’.

Il progetto – specifica Fracassini – è rivolto sia al mercato locale che a quello nazionale. Credo che una situazione seria e strutturata sia appetibile anche per imprenditori di Roma, di Terni o di altre aree del centro Italia’’.

Sono diverse campagne elettorali che i programmi vertono su arte, turismo, e cultura. Viterbo città industriale è un bell’azzardo, non le pare?

‘’Si figuri se non credo che la cultura sia importante, così come il turismo e l’edilizia. Un settore, quest’ultimo, che anzi va subito stimolato per cercare di immettere nel ‘sistema città’ lavoro e liquidità nell’immediato. Ma in questo momento storico la crisi è grave e profonda e, secondo, me c’è bisogno di creare condizioni strutturali che rendano la città meno vulnerabile alle oscillazioni del mercato, come nel caso del turismo, o penalizzata dall’introduzione di leggi scellerate come l’Imu, cosa che sta accadendo proprio con l’edilizia. Abbiamo una posizione geografica che ci aiuta, abbiamo un Comune senza debiti e aspettiamo che si sblocchi anche il pattò di stabilità che sta letteralmente strangolando gli enti locali. Questo significa che abbiamo le risorse per mettere in atto grandi progetti. Lo dobbiamo fare con persone nuove, motivate, giovani e di grande tenacia’’.

‘’Viterbo – spiega ancora Federico Fracassini – deve iniziare subito a dare l’idea di una città proiettata nel futuro. La voglio dire più brutalmente: se per lo sviluppo fosse necessario fare un grattacielo a Santa Barbara, io sarei d’accordo. Io mi occupo di ambiente ma faccio un paradosso: se gli antichi romani avessero avuto vincoli paesaggistici e archeologici, oggi non avremmo avuto neanche il Colosseo’’.

E passando dal medio al breve termine?

‘’Quattro cose in rapida sequenza: parcheggio interrato al Sacrario e spostamento del mercato a Valle Faul con una struttura coperta, in vetro e con tetto fotovoltaico. Infrastrutture digitali e Wi-Fi in tutta la città e nelle frazioni. Incentivi alle imprese che mettano in atto opere di riqualificazione della città attraverso i Piani integrati e chiusura del passaggio a livello di Porta Fiorentina senza mega opere costosissime e ad impatto zero dal punto di vista urbanistico e ambientale. Ovvero allargando il sottopasso già esistente in via Genova e creando una rotatoria’’.

 






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