ANNO 16 n° 274
Cuccioli uccisi e gettati nella spazzatura
Salta l'udienza per il canile lager, si riparte il 18 gennaio
15/09/2016 - 02:01

VITERBO - Cuccioli di cane, venuti al mondo solo da pochi giorni uccisi affogati all’interno di un secchio ricolmo d’acqua e poi gettati nella spazzatura. Salta l'udienza per i coniugi responsabili del canile privato Fontana in strada Filante.

L'assenza del giudice Giacomo Autizi ha infatti causato ieri mattina uno stop al processo a carico dei due: su di loro pendono le gravi accuse formulate dalla procura, ai sensi dell’articolo 544 del codice penale, di maltrattamenti e uccisioni di animali.

Dopo l'udienza dello scorso marzo, ieri in aula erano attesi l’agente della guardia forestale, presente al momento del sequestro della struttura, e Loredana Pronio, presidente di Federfida, la prima a denunciare i gravi fatti alla procura dopo essere stata allertata da tre volontarie. Ma il tutto si è trasformato in un nulla di fatto e si ripartirà il prossimo 18 gennaio.

L’inchiesta sul canile lager, iniziata nel 2012, ha avuto una svolta con la diffusione di un filmato (qui il link al video pubblicato dal Corriere della Sera: attenzione, immagini che possono urtare la sensibilità), ora agli atti del processo, girato dalla coppia di dipendenti cingalesi della struttura che per mesi, prima che il rimorso e il pentimento per le loro azioni li portasse a collaborare con gli inquirenti, hanno eseguito la soppressione dei cuccioli.

''Il video da noi allegato alla denuncia - ha spiegato Loredana Pronio al Corriere della Sera - evidenzia quale fosse il macabro rituale con il quale uccidevano cuccioli di pochi minuti di vita. È una vergogna. Questa orrenda pratica, a quanto pare, avveniva ogni qual volta una femmina partoriva. La magistratura farà il suo corso e valuterà le prove che abbiamo portato, ma io alcune domande me le faccio e spero se le pongano anche i giudici''.

Ma l’accusa della presidente della associazione animalista è rivolta anche alle istituzioni sanitarie, colpevoli, secondo la Pronio, dei mancati controlli all’interno del canile.

''La Asl non ha visto nulla? – si domanda - Non ha mai notato che una cagna che aveva appena partorito e alla quale venivano tolti i cuccioli era a rischio mastite? Ma li ha mai visitati questi cani, provenienti dai comuni dell’intera provincia di Viterbo? Li ha mai sterilizzati? E come ha potuto la Asl concedere a questa stessa struttura lo status di canile sanitario, ignorando il rinvio a giudizio della titolare per uccisione con crudeltà di animali? È come dare la licenza per un asilo nido ad un pedofilo!''.






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