ANNO 16 n° 274
Cuba, 4 giornalisti italiani fermati e poi liberati
30/09/2012 - 10:04

 

Quattro giornalisti italiani sono stati fermati e poi rilasciati per irregolarità nei visti a Cuba dove stavano lavorando sul duplice omicidio di Lignano. Il fratello di

Lisandra, la giovane cubana che ha confessato il delitto, era il loro obiettivo. Ma il materiale

fotografico e i video sono stati distrutti dalla polizia. 
Gli inviati - la giornalista di Mediaset Ilaria Cavo, il cronista del Messaggero Veneto Domenico Pecile, il fotoreporter del Corriere della Sera Stefano Cavicchi e l'operatore Fabio Tricarico - erano arrivati all'Avana con un visto turistico e per questo sono stati fermati. I quattro, dopo una udienza davanti all'autorità migratoria cubana, in stato di libertà, verranno scortati a L'Avana per essere poi espulsi dal Paese caraibico. Lo riporta il sito web del quotidiano Messaggero Veneto, con cui si è messo in contatto Pecile. 

 

«Sto bene. Non ho subito violenze o costrizioni. Spero di rientrare presto. Grazie per l'affetto con il quale mi state seguendo», ha affermato Pecile.
I giornalisti avevano intervistato Reiver Laborde Rico, il 24 enne cubano accusato insieme alla sorella Lisandra (la giovane ha già confessato il delitto) di aver ucciso i coniugi di Lignano. Reiver aveva lasciato l'Italia poco dopo il delitto e si era rifugiato a Cuba. Claudio Brachino, direttore di Videonews, ha raccontato che ieri sera la Cavo era con Tricarico e con Cavicchi e stava tornando a L'Avana, dopo aver realizzato una parte del reportage, quando è stata fermata dalle autorità. La rappresentanza diplomatica italiana è stata immediatamente avvertita. «Ilaria - ha detto Brachino - non ha fatto nulla di illegale. Ha realizzato interviste assolutamente lecite».
 
Attivata l'Ambasciata italiana all'Avana. Successivamente la Farnesina ha confermato il fermo dei quattro inviati. «E' stata attivata l'Ambasciata all'Avana e c'è un costante contatto» hanno detto fonti della Farnesina. 
Cavicchi: ci hanno sequestrato tutto, cancellate le riprese con le interviste. La redazione del TgCom24 ha mandato in onda una intervista telefonica in diretta a Stefano Cavicchi, il quale ha riferito di essere stato interrogato per 12 ore e di essere in attesa «del processo che deciderà la nostra sorte». Cavicchi ha aggiunto che «passaporti e cellulari sono stati sequestrati» precisando di «essere stato fermato da sei agenti che hanno fatto irruzione in casa di Reiver» mentre lui lo fotografava con la moglie e la bambina nata in agosto. Materiale fotografico e girato sono stati distrutti:«Computer e schede sono state tutte ripulite». Cavicchi ha segnalato che Reiver «è molto sereno e dice di essere estraneo al duplice omicidio. Dopo l'interrogatorio ci hanno riaccompagnati in hotel. Ho visto anche Ilaria, sta bene ma è seccata per la bella intervista fatta che è stata ripulita, come è accaduto anche al collega di Udine, Pecile». Il fotoreporter ha evidenziato di essere arrivato con i colleghi tre giorni fa a Cuba con un visto turistico. I poliziotti si sono mostrati «molto puntigliosi e rigidissimi» ma non ci sono stati episodi particolari.
Reiver: sono innocente, non sono fuggito. Oggi Domenico Pecile firma sul Messaggero Veneto e sul Piccolo un'intervista a Reiver Laborde Rico. Questi, secondo quanto riportano i quotidiani, si sarebbe intrattenuto con l'inviato per qualche minuto, per sostenere la propria innocenza. «Io con il delitto non ho nulla a che fare. Non sono scappato a Cuba, ma sono tornato a Cuba perché stava nascendo la mia seconda figlia. Lo avevo detto a tutti, anche alla mia titolare della sala giochi» dichiara Reiver all'inviato. In merito all' arresto della sorella, Lisandra, il giovane afferma: «Mia sorella è stata costretta a dire quelle cose, non c'entriamo nulla. E' opera di gente con le palle. La notte del duplice omicidio ero a casa, tranquillo, perché aspettavo di partire».

Il messaggero.it






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