ANNO 16 n° 273
Cronaca nera, misteri e gialli se ne parla a ''Il Salotto delle sei''
Torna il giornalismo d'inchiesta, Bottone: ''Le rassegne letterarie sono finite, largo ai dibattiti e alla partecipazione del pubblico''
18/10/2018 - 07:08

VITERBO – (MDL) Si torna a parlare del giornalismo d’inchiesta a Viterbo grazie a “Il salotto delle sei”. Il festival ideato e diretto da Pasquale Bottone e organizzato dall’associazione Hypothesis, si svolgerà da martedì 23 ottobre al 27 presso la biblioteca comunale degli Ardenti. L’iniziativa, giunta alla sua 16esima edizione, offre, quest’anno concentrati in 5 giorni, momenti di confronto e riflessioni su importanti fatti di cronaca nera o casi irrisolti.

Si partirà martedì alle 17.30 con la storia del ''canaro della Magliana'' con Massimo Lugli e Antonio Del Greco, si continuerà mercoledì con ''La guerra nella Chiesa – scandali, dossier, misteri'' con Fabrizio Peronaci. Giovedì si parlerà dell’''incubo terrorismo, esiste in Italia il pericolo di attentati Isis?'' Parteciperanno Federica Fantozzi e Salvatore Calleri. Con Americo Mascarucci venerdì si scoprirà tutto quello che nessuno scrive su Papa Francesco. In chiusura, sabato 27, Adriana Pannitteri affronterà la cronaca di un femminicidio.

Gli spunti al dibattito verranno dalla presentazione di altrettanti libri. Ed è proprio questo l’elemento caratterizzante la rassegna.

“Sono contrario alla promozione spot – dice Pasquale Bottone – Secondo me, le rassegne letterarie sono finite. La promozione del libro di per sé non ha senso se non è supportata da altro, se non stimola il confronto e la discussione su certe tematiche, se non rende il pubblico protagonista in un certo senso del fatto letterario”.

E’ per questo che “Il salotto delle sei” declina la sua funzione di “servizio al pubblico” nella lettura, nel dibattito e nella partecipazione degli spettatori.

''In un momento particolare come questo in cui c’è un’inflazione di libri e di rassegne - aggiunge Pasquale Bottone – sono slegato dalla logica delle case editrici per cui riesco a parlare dei temi che mi stanno a cuore. Io credo che le rassegne debbano essere poche, mirate e cercare di entrare nelle scuole per educare i ragazzi alla lettura critica dei testi''.

A proposito di offerta culturale nella Tuscia e a Viterbo in particolare, Bottone rileva che ''è difficile operare in ambito culturale se non c’è un piano complessivo, delle linee generali. Da sempre c’è un vuoto programmatico, per cui chiunque vuole fare una rassegna si alza e la fa senza rispettare un canovaccio comune. Una linea comune non c’è mai stata''.

“Il salotto delle sei”, sebbene sia un evento ormai consolidato con una longevità importante, guarda al futuro con una certa attenzione.

''Da sempre ho l’idea di far diventare Viterbo il centro nazionale di riferimento per il giornalismo d’inchiesta – rivela Bottone – ma in questi anni non ho trovato la sensibilità istituzionale giusta. Peccato perché avevo anche la disponibilità dei giornalisti d’inchiesta. Per continuare, in futuro, voglio conoscere il piano generale, la programmazione. Mi auguro che si cominci a valutare il curriculum e a dare spazio a rassegne meno improvvisate e meno clientelari''.






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