ANNO 16 n° 274
Crolla di oltre il 12% il mercato interno,
il Distretto ceramico a rischio tracollo
Calano occupazione e fatturato, cresce la cassa integrazione
12/06/2012 - 23:01

Chiudono le fabbriche, cala l'occupazione, crolla in mercato interno, diminuisce il fatturato. E' un vero e proprio bollettino di guerra il Report 2011 di Confindustria sul distretto ceramico di Civita Castellana, in provincia di Viterbo, il più grande del Lazio e uno dei più importanti d'Italia nonché prima voce del Pil della Tuscia. Quarantuno le aziende in attività a fine 2011, 2 in meno rispetto all'anno precedente. Nello stesso periodo, gli occupati sono scesi a 4.196, con una colo netto del 4,16% rispetto al 2010. E oltre la metà vengono posti ciclicamente in cassa integrazione. I pezzi prodotti, spiega il Report, sono stati 4,6 milioni, con una flessione del 5,6% rispetto allo stesso periodo dell'anno prima. Il venduto è stato di 4,48 milioni di pezzi, con calo del 4,47%. Il tallone d'Achille delle ceramiche made in Tuscia è il mercato interno, che nel 2011 ha assorbito il 2,34 milioni di pezzi, con un crollo del 12,29%. Compensato per circa un terzo dall'incremento del 4,84% dell'export, che ormai rappresenta il 57,8% del totale. Il fatturato del distretto ceramico è stato di 378,2 milioni di euro, con una flessione del 3,31% rispetto al 2010. Il mercato nazionale ha inciso per 159 milioni (-11,92%) e quello estero per 218,5 milioni (+4,13%). 'I dati del 2011 -spiega l'amministratore delegato della Ceramica Flaminia Augusto Ciarocchi - evidenziano una contrazione sostanziosa del mercato della ceramica italiana. Tutti i valori sono ridimensionati rispetto al 2010, che già erano pesantemente negativi rispetto alle posizioni pre-crisi'. Secondo Ciarocchi, la crisi del settore viene acuita 'dalle importazioni di prodotti a basso costo dalla Cina e dalla Turchia, che sono aumentate dell'8% rispetto al 2010, ma anche dalle stesse aziende italiane che importano prodotti finiti da altri paesi'. Ad avviso di Gianni Calisti della Ceramica Scarabeo, per salvaguardare le ceramiche locale 'dagli attacchi indiscriminati della concorrenza estera, è indispensabile rilanciare il marchio locale di qualità per i prodotti del distretto della Tuscia'. Per Francesco Urbanetti, uno dei pochi artigiani che 'resiste', la perdita di quote mercato sta 'impoverendo anche le piccole aziende. Per superare la crisi - afferma - abbiamo bisogno del sostegno del governo e delle istituzioni, altrimenti rischia di saltare anche tutto l'indotto'. Secondo i sindacati, infine, l'uscita dal tunnel è ancora molto lontana: 'Sono mesi - dicono - che continuiamo a sottoscrivere accordi per la cassa integrazione. Le famiglie che vivono di ammortizzatori sociali sono ormai migliaia'.






Facebook Twitter Rss