


Spot Perla Nera - “Ha sempre il suo perché”. Link al video: https://www.youtube.com/watch?v=PL2DGYUW6eA
VITERBO – In un gioioso, ma svuotato supermercato – una curiosa coincidenza? Le vacanze trascinanti hanno sgombrato le città? – una bimba si è recata a fare la spesa con il papà. In questa soluzione scenica vediamo un approccio e un modello monogenitoriale, a ricalcare la convivenza familiare di moltissimi nuclei del nostro presente.
La piccola ha con il babbo un rapporto di intesa e complicità, tant’è che si prende la briga di assalirlo di perché: quando il “malcapitato” palesa l’acquisto di Perla Nera, la bambina gli domanda come mai abbia scelto l’anguria. Chiaramente, la prima risposta sul prodotto selezionato è entusiastica e squisita, ma poi, in una sequela di situazioni verosimili (cucina domestica, bagno in piscina, fitness sul tappeto elastico), il papà pare essersi scocciato dell’interesse e si mette a rifilare spiegazioni infastidite.
L’anguria più hit dell’estate italiana, celebre per la sua scorza scurissima e la polpa succosa, sembra voler ironizzare sul desiderio di andare a fondo di molti bimbi contemporanei, che, in un circuito socio-scolastico di stimoli non sufficienti, desiderano approfondire con l’aiuto di una guida.
O forse, la situazione evidenziata è esattamente speculare: non c’è una carenza di dettagli, ma un sovraccarico informativo che si manca di saper gestire, il quale è placabile solo chiedendo “perché” e affidandosi all’esperienza dei propri cari.
Non additiamo le nuove tecnologie o i metodi di apprendimento personalizzati: è risaputo che un utilizzo sfrenato di queste strategie acuisca il senso di smarcamento sociale, ma è pur vero che la meraviglia non si azzera con una risposta, anzi, si ridimensiona in apparenza e si trasforma, in seguito, in sana fame di conoscenza.
La scena in cui bimba e papà sono al cinema rivela una comprensione dei filtri al comportamento ancora in fieri nei più piccini: il paradosso dell’anguria gustata davanti al film basta di suo a mescolare realtà e fiction, ma la piccola chiede ancora a suo padre il motivo della convinzione nel consumarla. Un anziano riprende i due, invitandoli a fare silenzio: sembra essere la voce di una saggezza mai sopita, che ha smesso di motivarsi gli ingredienti del suo cammino e si focalizza soltanto sulla bellezza dello spettacolo.
Con l’attuale pullulare di voci antitetiche alle idee di massa, siamo complici e inseriti in un vortice di opinioni, in cui fa tendenza il bisogno assoluto di capirne tutto e molto meno la serenità personale e sociale. Il nostro bambino curioso interiore, però, si arrende quando la risposta è nel gusto, sia esso quello di un buon prodotto o di un incontro memorabile: dobbiamo svegliare il piccolo genio che ci anima, lasciando tuttavia scoperte delle zolle di perplessità.
Il sapore di Perla Nera, ormai si sa, non ha bisogno di etichette e ricette definitorie, ma di condivisione, entusiasmo, estate e genuinità. È come quella voce scomoda che ci invita a guardarci intorno, per tornare dentro e nutrire la nostra gioia: se il mondo “gira” in un verso conclamato, non dobbiamo diventarne succubi, ma possiamo ancora (e per tutto il nostro percorso) indirizzarne i ritrovati verso la nostra realizzazione.