ANNO 16 n° 274
'Crisi Talete: serve intervento tempestivo dello Stato con ulteriori sostegni'
Biondi (M5s), Cavalieri e Romani (RC) sollecitano le istituzioni con una proposta di emendamento al decreto Aiuti Ter'
13/10/2022 - 06:59



CIVITA CASTELLANA - 'Chiediamo l'impegno da parte del sindaco Luca Giampieri e di tutta la giunta di farsi promotori presso il Parlamento della proposta di emandamento al decreto legge n.144/2022 (il cd Aiuti Ter), al fine di garantire la continuità di un servizio essenziale come quello idrico'. E' quanto sottoscrivono, attraverso una mozione consiliare, i capigruppo Valerio Biondi del M5S insieme a Yuri Cavalieri e Maurizio Romani di RC, che ritornano a gran voce sul tema Talete.

Nello specifico i consiglieri chiedono che venga incentivata la proposta di modifica specificatamente nell'art.3 bis:'Alle imprese che gestiscono il Servizio Idrico Integrato il cui costo per l’energia elettrica ha subito incrementi superiori al 20% nei primi 9 mesi del 2022 rispetto allo stesso periodo del 2021, al fine di garantire la continuità dell’erogazione di un servizio primario per i cittadini, sia riconosciuto un ulteriore contributo sotto forma di credito di imposta pari al 30% del costo per energia elettrica sostenuto dal mese di gennaio 2022 al mese di settembre 2022, così come risultante da apposite fatture di acquisto. Il credito è cumulabile con eventuali altri aiuti e sostegni ottenuti nell’annualità 2022 per le stesse finalità. In alternativa al credito di imposta i gestori del Servizio Idrico Integrato possono richiedere l’accredito diretto del contributo sul proprio conto corrente presentando specifica opzione'.

'Le problematiche legate a Talete ormai sono note a tutti - affermano i capigruppo -.Sono emerse forti criticità conseguenti agli aumenti esorbitanti del costo per l’energia elettrica. Costo che per l’attuale gestore, fino a 3 mesi fa, incideva per una quota pari a circa il 20% del proprio fatturato e che, a causa degli ultimi sviluppi legati in parte alla guerra russa in Ucraina e soprattutto alla esorbitante speculazione finanziaria che verte attorno alla questione “energia”, rischia di assorbire oltre il 70% dello stesso mettendo, di fatto, in forte pericolo la sopravvivenza di un servizio essenziale come quello della fornitura di acqua a decine di migliaia di famiglie e imprese con conseguenze inimmaginabili'.

Al problema energetico, si somma anche quello legato alla presenza dell'arsenico che, secondo i consiglieri:'ha obbligato il gestore all’installazione di impianti di dearsenificazione che, oltre ad assorbire circa il 25% del fatturato con i suoi elevati costi di gestione, compiendo diversi cicli di lavaggio attraverso l’utilizzo massivo di motori elettrici, determina un forte consumo di energia elettrica'.
 
'Da riscontro ad una nostra specifica interrogazione è emerso che i gestori del Servizio Idrico Integrato, per la classificazione economica della loro attività, non rientrano tra le c.d. aziende energivore pur essendo enormemente legate alla stessa per il funzionamento di tutti gli impianti. Per tale motivo non possono accedere ai sostegni messi in campo dal Governo e, pur potendo attingere al credito di imposta per coloro che hanno una potenza superiore ai 16,5 kw, avendo oltre 350 POD sparsi per la provincia ed in considerazione delle percentuali di incremento subite (solo l’ultima fattura è passata dai consueti 500.000,00 euro circa ad oltre 2.000.000,00 di euro) tale forma di aiuto risulta essere inefficace negli importi oltre che di difficile attuazione'

'Un intervento non tempestivo da parte del Governo e del Parlamento italiano - concludono i consiglieri - rischierebbe di compromettere un servizio di vitale importanza per i cittadini come quello della gestione dell’acqua e non solo'.






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