

VITERBO - La crisi in Provincia diventa una questione di documenti. Botta e risposta, tutto per iscritto, perché si sa che le parole volano e in politica ancora di più. Così, alla lettera che raccoglie le firme dei consiglieri Pdl e Udc e che chiede al presidente Meroi di non cambiare la ripartizione numerica degli assessori (quattro per i berluscones, tre per i centristi, uno per Fratelli d'Italia), ecco che lo stesso Fdi ieri ha prodotto un'altra carta. Nella quale si chiede invece al presidente di tenere conto della richiesta di maggiore spazio dei Fratelli stessi: tradotto, un assessorato in più.Documento contro documento, insomma, con due posizioni che sembrano cristallizzate e che rischiano di far slittare ulteriormente la soluzione dell'impasse, 'un impasse solo politica che a questo punto rischia di ripercuotersi sull'attività amministrativa dell'ente, bloccandola', come ripete sempre lo stesso Meroi. Che a questo punto può concedere alle parti solo qualche ora in più per trovare un punto d'incontro, altrimenti, all'inizio della prossima settimana, taglierò corto e agirà con le autorità che gli sono state conferite.L'idea del presidente è sempre la stessa: lasciare quattro assessorati al Pdl e darne due ciascuno a Fratelli d'Italia e Udc, che avrebbe anche la presidenza del consiglio per Bigiotti. Meroi potrebbe poi dimostrarsi disponibile anche ad affrontare il discorso delle deleghe e anche delle indicazioni sui nomi, concedendo di buon grado così la staffetta centrista Santucci - Barbieri, e assecondando anche eventuali esigenze 'esterne' di Fratelli d'Italia. Oggi può essere un giorno chiave per limare le posizioni e mettere da parte i documenti, con la chiusura della crisi appunto per i primi giorni della prossima settimana. Sta al buonsenso dei partiti e degli schieramenti trovare un accordo in fretta, le sensazioni sono buone, così come le disponibilità a parole che arrivano dai vari schieramenti. A meno che dietro alle parole non si nasconda l'intenzione di tirarte ancora la corda. Col rischio che la corda si rompa, oppure che Meroi la annodi nel modo che vuole lui. Con tutte le conseguenze del caso.