ANNO 16 n° 275
Crisi economica, soffre
l'industria viterbese
Nel primo semestre 2012 calo vistoso sia dei fatturati che della produttivitą
13/11/2012 - 11:18

VITERBO – E’ in sofferenza l’economia della Tuscia. Dopo una leggera ripresa nel 2011soprattutto in termini di fatturato che per l’industria viterbese è cresciuto dello 0,6%, nel primo semestre 2012 la situazione è peggiorata: la congiuntura è stata più pesante sia in termini di quantità prodotte che di fatturato (-10,5%) con una forte contrazione della domanda pari solo al periodo culmine della crisi nel 2009. E’ la sintesi dello stato dell’economia viterbese presentata dall’analisi congiunturale e strutturale di Unindustria.

La pubblicazione è stata curata da Raffaella Cerica e dal professor Valerio Maria Lazzari. Si tratta dei diciotto mesi che comprendono l’intero 2011 e il primo semestre 2012 per i comparti industriali più significativi del territorio.

L’incontro di ieri è stao il prologo dell’Assemblea di Unindustria del 15 novembre (a cui parteciperanno Aurelio Regina, Maurizio Stirpe e Antonio Polito), data in cui verrà eletto per la prima volta il presidente competente per il territorio della Tuscia. L’assemblea fornirà l’indirizzo per il prossimo quadriennio a livello locale.

E’ stato l’attuale presidente di Unindustria Domenico Merlani (sarà riproposto alla guida degli industriali) che ha commentato i dati congiunturali: ''I dati da sottolineare sono due – ha detto- quello che riguarda il 2011 che è andato meno peggio di quanto mi aspettavo. Mentre il problema vero riguarda i primi sei mesi di quest’anno. La crisi ha una coda molto più lunga di quanto si pensava e i dati sono peggiori delle previsioni''.

Il quadro che traccia Merlani si riferisce in particolar modo al settore della ceramica e quello dell’edilizia: ''Per ciò che riguarda il distretto – afferma Merlani – si registra un incremento dell’export. Chi ha investito nell’internazionalizzazione riesce a fronteggiare meglio la crisi in quanto la domanda interna continua ad essere carente''. Poi la sua attenzione si sposta sul settore dell’edilizia che conosce più direttamente: ''Intanto va detto che c’è stata la perdita di un terzo delle ore lavorative nel settore delle costruzioni, che si somma alla perdita di produttività dovuta alla mancanza di investimenti della pubblica amministrazione in termini di rinnovamento e creazione di infrastrutture. Poi ci sono i crediti che le amministrazioni vantano nei confronti delle amministrazione e l’eccessiva tassazione degli immobili''.

E’ intervenuto anche il direttore di Unindustria Antonio Delli Iaconi: ''Ben vengano gli investimenti pubblici e anche le pere di riqualificazione della città affinché dalle parole si passi ai fatti''.

Merlani conclude con un augurio: ''Che il dato del 23% di imprese che stanno investendo  possa crescere e toccare quota 50. Questo significa che gli imprenditori credono nel futuro e cercano di vedere la luce in fondo al tunnel. Bisogna incentivare chi ha voglia di investire e produrre ed è un discorso che non vale solo a Viterbo, ma comprende tutta la nazione''.

Il professor Valerio Lazzari ha spiegato che i segnali positivi arrivano dal comparto cartotecnica, stampa e editoria: ''Nell’edilizia tirano le ristrutturazioni e gli appalti mentre si configura andamento negativo per l’edilizia a fini abitativi''.






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