

Il premier Enrico Letta si è dimesso. Quarantacinque minuti di colloquio al Quirinale con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. E ci è andato da solo, arrivando a bordo di una Lancia Delta grigia. L'orario, inizialmente fissato per le 16, è stato anticipato per permettere al Capo dello Stato di iniziare subito le consultazioni. Prima di andare al Colle, Letta scrive un tweet di commiato e ringraziamento: ''Grazie a tutti quelli che mi hanno aiutato. Ogni giorno come se fosse l'ultimo''.
Il premier aveva cercato in tutti i modi di non arrivare a questo passo, proponendo il suo 'Impegno per l'Italia', ma non c'è stato niente da fare. Il direttivo dei democratici lo ha 'ringraziato' e gli ha detto praticamente di 'mettersi da parte'.
Non ci sarà passaggio parlamentare per ratificare la sfidicia della direzione del pd nei confronti di Letta.
A Giorgio Napolitano, che ad aprile aveva condizionato la sua permanenza al Colle al raggiungimento delle larghe intese e alla nascita di un governo ad esse ispirato, Letta ha rimesso il mandato in cui il Capo dello Stato aveva riposto molte speranze. Da da quel momento inizierà il percorso per l’ascesa di Matteo Renzi a Palazzo Chigi, presumibilmente sostenuto dalla stessa maggioranza su cui ha potuto contare Letta in questi ultimi mesi, dopo il disimpegno di Forza Italia, passata all’opposizione. Meno probabile il coinvolgimento di Sel, indisponibile a partecipare ad una coalizione con il Nuovo Centrodestra.