

VITERBO - Forti sconti per tutti e tre assoluzione, per l’ex city manager Armando Balducci, l’ex dirigente del servizio finanziario di Palazzo dei Priori Maurizio Guerrini e l’ex presidente del Cev Roberto Leone, morto circa un anno fa. Questa la decisione dei giudici della Corte dei Conti, in sede d’appello, nei confronti di 16 tra amministratori pubblici, tra i quali l’ex sindaco Giancarlo Gabbianelli, funzionari e imprenditori coinvolti nel procedimento per danno erariale scaturito dal crack della Cev, la municipalizzata del Comune di Viterbo affogata in un mare di debiti.
Il danno erariale contestato nel 2010 dalla procura della Corte dei Conti ammontava complessivamente a 7 milioni e 300mila euro. Già i giudici di primo grado avevano praticato un notevole sconto, condannando Gabbianelli e gli altri a risarcire 3 milioni complessivamente oltre 3 milioni di euro. Secondo la magistrata contabile il comune, tra il 2006 e il 2007, stanziò oltre 2 milioni di euro che furono usati per chiudere dei buchi di bilancio anziché per aumentare il capitale sociale. Inoltre assegnò direttamente degli appalti al Cev e ai suoi soci privati che, al contrario, avrebbero dovuto essere assegnati con gara pubblica.
L’architetto Balducci in primo grado era stato condannato a sborsare 120mila euro, Guerrini 100mila e Leone 190mila. Ora sono stati tutti assolti. Tra i condannati, gli sconti più consistenti li hanno ottenuto l’ex dirigente del settore lavori pubblici Paolo Izzi, che passa da 902mila euro a 244mila, e Gabbianelli, sceso da 270mila a “soli” 80mila euro. Gli ex assessori Giovanni Arena, Marco Maria Bracaglia, Francesco Moltoni e Maurizio Tofani se la potrebbero passare con 80mila euro anziché 190mila previsti dai giudici di primo grado.
E’ andata relativamente bene anche a Fosca Tasciotti, condannata rimborsare 40 mila euro anziché 95mila, così come a Mauro Rotelli,che passa da 210mila euro a 90 mila, e Paolo Muroni, che dovrebbe sborsare 100mila euro.
Dal crack Cev è scaturita anche un’inchiesta penale, che fatto finire sotto processo 26 persone, tra cui quelle finite nel mirino della Corte dei Conti.