

Discorso a braccio, davanti ad una folta platea di studenti riunita nell’Aula magna della facoltà di Lingue, il giudice del tribunale di Viterbo Franca Marinelli, ha tenuto ieri mattina una lectio magistralis sul più eclatante caso della storia dell’economia italiana. Quello del Banco Ambrosiano, di Roberto Calvi e della tragica fine dell’avvocato Giorgio Ambrosoli.
Breve excursus . Milano, anni Settanta. L’avvocato Giorgio Ambrosoli viene nominato dalla Banca Privata Italiana commissario liquidatore delle banche di Michele Sindona, potentissimo banchiere siciliano. Si mette al lavoro, indaga sugli affari dell’imprenditore (sia in Italia che a New York), scopre subito qualche broglio e riceve le prime intimidazioni. Ma non demorde: aiutato dal maresciallo della Guardia di finanza Silvio Novembre, Ambrosoli prosegue le indagini con coraggio e determinazione. Mettendo in conto che quell’inchiesta di intrighi finanziari gli sarebbe costata cara. L’avvocato e quello che sarebbe poi diventato il suo braccio destro, Novembre, cominciano a scrivere rapporti su rapporti su rapporti dai quali emergerà chiaramente il coinvolgimento del banchiere Roberto Calvi negli affari sporchi di Sindona. Ambrosoli si è spinto troppo oltre: il banchiere siciliano assolda un killer specializzato, William Aricò, per sbarazzarsi di lui. Giorgio Ambrosoli, raggiunto da diversi colpi di pistola, morirà l’11 luglio 1979.
La conferenza. La dottoressa Marinelli ben conosce questi accadimenti, perché fu lei stessa, in prima persona, a curare la relazione per il Collegio giudicante del tribunale di Milano. Preparatissima, dunque, e forte della sua esperienza diretta sulla vicenda giudiziaria, il giudice ha saputo appassionare il giovane pubblico, rimasto per oltre un’ora a prendere appunti.
“Ho notato una particolare attenzione da parte dei ragazzi e questo è un segnale positivo che sfata il mito delle giovani generazioni indifferenti ai fatti sociali”, ha commentato il giudice a conferenza conclusa. “Per me è un grande risultato – ha concluso – perché il mio scopo era proprio quello di riuscire a trasmettere interesse verso brutti episodi di economia, affinché non si ripetano più”.
Margot