ANNO 16 n° 274
Crac Seal, arriva il
maxi risarcimento
Un milione di euro da parte dell’
unico condannato per il fallimento
09/05/2018 - 07:01

VITERBO – Un milione di euro. Una provvisionale record che Angelo Mascagna dovrà versare alla Seal spa. Ritenuto l’unico colpevole del crac multimilionario della società di recupero crediti che fino al 2003 aveva avuto la concessione della riscossione dei tributi in provincia di Viterbo, ieri, per l’ex membro del consiglio di amministrazione è arrivata la condanna.

Unico condannato dei sei imputati, per i quali la stessa accusa ha chiesto l’assoluzione.

''Rimaniamo increduli e sgomenti davanti alle richieste del pubblico ministero – esordisce il rappresentante di parte civile, l’avvocato Marco Russo – qui si sta ridicolizzando e riducendo ai minimi termini il più grande fallimento della storia della Tuscia''.

Un crac da 60 milioni di euro, che rimane di fatto imputato. Senza colpevoli. Eccezion fatta per una ''esigua'' somma di 2 milioni euro. A tanto, infatti, ammonterebbero gli assegni emessi con tanto di fattura per operazioni di fatto inesistenti. Un ammanco per cui, dei sei membri del consiglio di amministrazione finiti a processo, l’unico che è stato ritenuto responsabile è Angelo Mascagna: oltre alla maxi provvisionale da un milione di euro, al pagamento delle spese che la società ha affrontato durante il processo per costituirsi parte civile, dovrà scontare tre anni di arresto. Cinque di interdizione dai pubblici uffici e dieci al di fuori di imprese commerciali e ruoli direttivi di alcun genere. Ma non solo, ancora tutto da valutare in sede civile sarà il risarcimento danni in favore della Società Esattoriale Alto Lazio.

Secondo quanto formulato dall’accusa, Mascagna avrebbe causato il fallimento della società, emettendo fatture false per operazioni bancarie inesistenti. Per questo, assieme a Lorenzo Gasperini, Luciano Meassi, Maria Grazia Innocenzi Baldinelli e Maria Immacolata Venanzi e all’ex presidente e legale rappresentante, Vincenzo Pieretti, ormai deceduto, era imputato di bancarotta per distrazione.

Tutti assolti, tranne uno. Una decisione che lascia l’amaro in bocca al suo legale, l’avvocato Procaccioli. ''Non è stato portato in aula un documento da cui emerga chiaramente che questi soldi siano stati fatturati e poi fatti transitare chissà dove. Non è stata portata in aula alcuna prova di colpevolezza…''.






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