


VITERBO – Crac milionario della società municipalizzata Cev, assolto l’ingegner Claudio Ciucciarelli. Per il tribunale viterbese non fu concussione. Dopo oltre dieci anni di vicende giudiziarie, per l’ingegnere ed ex presidente di Federimprese Viterbo, accusato di aver costretto un imprenditore di Capranica a firmare fatture false per intascarne poi i proventi, si chiude con una sentenza di completa innocenza il processo che lo vedeva ormai alla sbarra come unico imputato, dopo lo stillicidio di prescrizioni delle scorse udienze.
''Giustizia è stata fatta'' commentano gli avvocati della difesa Carlo Taormina e Fausto Barili, tra le lacrime di gioia dell’ingegnere, mai allontanatosi dall’aula durante l’attesa della lettura della sentenza. Poco più di due ore di camera di consiglio e delle richieste a quattro anni di arresto formulate dall’accusa, spariscono le tracce.
Per il tribunale viterbese, l’ingegnere coinvolto in una delle inchieste più rilevanti sulla pubblica amministrazione portate avanti dalla Procura, non è responsabile di nulla. Tantomeno di aver mandato sul lastrico, a cavallo tra il 2003 e il 2004, la ditta dell’imprenditore 60enne di Capranica, Claudio Londero, facendogli firmare un contratto ''sconveniente'' con il Cev per subappaltare i lavori di realizzazione della piscina comunale e dell’installazione dei pannelli fotovoltaici sui tetti di tre scuole della provincia.
''Il contratto di subappalto – spiega l’accusa – prevedeva già in partenza un ribasso del 25% a cui ha poi fatto seguito la richiesta da parte dell’ingegnere della firma di una fattura fasulla di quasi 38 mila euro da parte del costruttore''. Soldi che Ciucciarelli, secondo l’ipotesi della Procura, avrebbe trattenuto per sé.
Controbatte la difesa: ''Non ci fu alcuna richiesta di denaro. Né sotto costrizione, nè sotto intimidazioni da parte dell’ingegnere. Ed è per questo che non si può parlare di concussione: tolto l’elemento di costrizione psicologica viene meno la base del reato. Un reato che il nostro assistito non ha commesso''.
E ancora. ''Dopo il 2003 e il 2004, sappiamo che Ciucciarelli e Londero hanno continuato a collaborare. A lavorare insieme, ognuno rispettando la propria sfera professionale. E io, davvero, se penso di essere stato vittima di un’ingiustizia riuscirei a convivere spalla a spalla con il mio carnefice?''.
Da qui la richiesta, poi condivisa dal tribunale, di una sentenza di assoluzione per non aver commesso il fatto.
''Una grandissima soddisfazione – conclude l’avvocato Barili – questa sentenza rappresenta la pietra tombale di un’inchiesta che ha fatto epoca. Nessuno restituirà i dieci anni passati nelle aule di giustizia all’ingegnere Ciucciarelli, ma almeno ora potrà ritrovare la sua serenità. Personale e professionale''.