

Giovedì l’avviso della Farnesina: i viaggi all’estero comportano un «rischio sanitario» e in caso di test positivo i viaggiatori devono «mettere in conto» la possibilità di una quarantena all’estero. In tutto il mondo gradualmente le frontiere si riaprono ai viaggi non essenziali; ma con la variante Delta rintracciata in 111 Paesi, e quella inglese (o «Alfa») in 178, anche l’Oms in una nota invita alla cautela. Un appello recepito dagli italiani: quest’estate per Altroconsumo uno su 4 non fa vacanze, e tra gli altri l’89% non esce dall’Italia. Qualche regola per chi va all’estero.
Dal 1 luglio vige in tutti i Paesi Schengen la certificazione digitale o «green pass», che registra le dosi di vaccino ricevute e i tamponi più recenti eseguiti: non è obbligatoria, ma chi non ne dispone può essere soggetto a controlli supplementari.
Ogni Paese la recepisce a suo modo: l’Irlanda la riconoscerà all’ingresso solo da lunedì; in alcuni Paesi si entra dopo una sola dose, in altri a vaccinazione completa; e così via. L’alternativa alla certificazione vaccinale è in tutti i Paesi un tampone negativo eseguito da meno di 72 ore, o la prova di guarigione dal Covid (varia però da Paese a Paese il lasso di tempo in cui è considerata valida). Così, ad esempio, chi viaggia in Spagna via mare o aereo deve compilare prima del viaggio un «formulario di salute pubblica» oltre al pass che dimostri vaccino completo da almeno due settimane. In Portogallo basta una prova della vaccinazione, senza limiti sulla data. In Grecia serve una vaccinazione completa (due dosi per i vaccini a due dosi), o un tampone negativo di meno di 72 ore. Per entrare in Francia, bisogna avere ricevuto la seconda dose da almeno due settimane, ma per i vaccini monodose (Johnson, AstraZeneca) bisogna aspettare 28 giorni. In Croazia e Slovenia a ogni formula di vaccino corrisponde un numero di giorni dopo i quali si può entrare: ad esempio in Slovenia bastano 7 giorni dalla seconda dose di Pfizer, mentre chi ha ricevuto AstraZeneca deve aspettarne 21. Cipro,in un boom di contagi, accetta la vaccinazione completa dal giorno stesso della seconda iniezione. Più radicali le misure prese a Malta, che dal 14 luglio ha chiuso le frontiere ai viaggiatori non vaccinati: è il primo Paese d’Europa.
Il Regno Unito differenzia i Paesi stranieri con un sistema «a semaforo» fatto di verdi, arancioni e rossi. Per i viaggiatori in arrivo da Paesi «arancioni», come l’Italia, c’è l’obbligo di compilare un formulario online prima dell’arrivo ai controlli di frontiera, dove si deve lasciare un recapito; di effettuare un isolamento cautelare da 10 a 5 giorni e due test al secondo e all’ottavo; di avere con sé l’ esito negativo di un test fatto 3 giorni prima di partire.
Ancora vietato il turismo dall’Italia verso Russia, Bielorussia, Ucraina, Brasile, India, Singapore, Sri Lanka, Bangladesh, Africa. Restano chiusi i confini di Giappone, Australia, Nuova Zelanda e Canada, e chi viene da lì deve rispettare 10 giorni di quarantena.