ANNO 16 n° 272
Covid, sindacati annunciano protesta sotto la Asl: ''A Viterbo ritardi e carenze''
Gubbiotto (Confael), Perazzoni (Nursing Up), Pagnani (Cisas): ''Non si può far finta che tutto vada bene''
31/12/2020 - 08:37

VITERBO - ''Gestione dell’emergenza sanitaria: a Viterbo non si può far finta che tutto vada bene''.

In una nota i segretari di Confael (Egidio Gubbiotto), Nursing Up (Filippo Mario Perazzoni) e Cisas (Antonella Pagnani) annunciano per la mattina dell'8 gennaio un sit in di protesta davanti alla Asl, iniziativa che sarà anticipata da una assemblea dei lavoratori.

Tre i punti sui quali le organizzazioni sindacali attaccano. Il primo riguarda presunti ritardi nella predisposizione di misure per affrontare la seconda ondata. Si parla, nello specifico, di ''ritardata riconversione delle strutture''; ''mancata assunzione di personale infermieristico, in particolare OSS da sempre carenti/assenti''; ''mancata predisposizione delle misure ambientali di adattamento dei reparti riconvertiti da no-Covid a Covid''; ''separazione dei percorsi dei pazienti covid dagli altri (spazi condivisi, barelle bio-contenimento assenti, etc.)''; ''precarietà della sanificazione della struttura e delle apparecchiature, ambulanze, etc.''; ''predisposizione dei percorsi di ingresso e uscita dei dipendenti per evitare assembramenti (timbrature, gestione degli spogliatoi e delle zone filtro)''.

Il secondo focus dei sindacati riguarda il filtro in ingresso dei pazienti deboli. I rappresentanti dei lavoratori segnalano casi di ''ricovero di pazienti falsi negativi in reparti no-Covid e successivo contagio di altri pazienti e operatori (vedi cardiologia, etc)''. Addirittura, si parla del ''ricovero di pazienti con scabbia e contagio di tutti gli operatori e altri pazienti (vedi casi PO Acquapendente)''.

Ultimo punto della protesta, ma non per importanza, riguarda la tutela degli operatori: ''Allo stato attuale – dicono i segretari di Confael, Nursing Up e Cisas - per gli operatori che hanno contratto il contagio da Covid 19 e scabbia, risulta che nessuna comunicazione è stata segnalata all’Inail, compromettendo eventuali riconoscimenti di malattia professionale con grave danno per infermieri, oss, tecnici sanitari, ecc''. Persisterebbe inoltre problemi già segnalati in altre occasioni riguardanti i dispositivi di protezione individuale per gli operatori sanitari, ''di scarsa qualità'': '' Il personale è costretto a usare i sacchetti dei rifiuti come copri scarpe”. E, ancora, nell’elenco delle doglianza viene fatta menzione di “scarsissima disponibilità e dubbio igiene delle divise, con gravi disagi per tutti gli operatori''; ''carenza e dubbio igiene della biancheria per i pazienti''; ''stress psicofisico derivante da turni stressanti indossando dpi (dispositivi protezione individuale) per troppe ore consecutive, (tute ermetiche, ecc)''.






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