

VITERBO - ''Da inizio pandemia nella provincia di Viterbo sono circa 8mila le persone che hanno usufruito o stanno usufruendo degli ammortizzatori sociali a causa della crisi economica provocata dal virus. Se il governo non prolunga il blocco dei licenziamenti si rischia una emorragia di posti di lavoro''. E’ l’allarme lanciato da Fortunato Mannino, segretario provinciale della Cisl di Viterbo, che aggiunge: ''Si tratta di misure che finora hanno permesso di contenere i danni, ma l’emergenza non è ancora superata''.
Sul blocco dei licenziamenti il nuovo premier dovrà esprimersi entro il 31 marzo e non sarà una questione facile: le imprese si oppongono ad una nuovo provvedimento generalizzato; i sindacati lo invocano invece, almeno fino all’estate, come unico rimedio, al momento, alla bomba sociale che altrimenti esploderebbe.
Tra cassa integrazione ordinaria, straordinaria e in deroga, sono 8mila nella Tuscia i lavoratori che hanno potuto godere nell'anno dell'emergenza di un paracadute ah hoc. ''Si tratta di numeri importanti – commenta Mannino -. Se calcoliamo anche i soggetti che percepiscono la cassa integrazione tramite gli Enti bilaterali e chi invece beneficia della Naspi, la platea dei soggetti che ha avuto bisogno di un sostegno è molto più ampia''.
Il sindacato già si è fatto sentire. ''Al nuovo primo ministro abbiamo chiesto subito di mantenere attivo il blocco dei licenziamenti e di prolungare ulteriormente la cassa integrazione Covid, ciò consentirebbe ai lavoratori di avere la garanzia di un reddito minimo senza generare costi aggiuntivi per le imprese. Nel frattempo bisogna realizzare politiche attive per il lavoro e una riforma del sistema degli ammortizzatori sociali. Non si può precarizzare il mercato del lavoro come è avvenuto nel corso degli ultimi anni e non prevedere l'adeguamento e la creazione di nuove tutele. Oggi esistono categorie di lavoratori completamente scoperte. La pandemia in questo senso non ha fatto altro che portare alla luce una serie di discrepanze che già esisteva''.
Come bisogna intervenire? ''Il recovery plan mette a disposizione una quantità molto consistente di risorse anche su questo fronte. Gli strumenti ci sono, adesso bisogna saperli sfruttare al meglio'', conclude Mannino.