


VITERBO - Gli sportelli Caf sono stati letteralmente presi d'assalto nel periodo dell'emergenza Covid, registrando un aumento del 23% di nuove domande per il reddito di cittadinanza da gennaio a oggi. Numeri confermati anche dall'Inps: infatti, secondo i dati riferiti ad agosto, solo nel Viterbese ne hanno beneficiato 7.696 nuclei familiari su 11.112 domande presentate. Stessa situazione a grande scala anche nel Lazio che vede accolte in totale 136.450 domande su 200.176 richieste complessive.
Il reddito di emergenza (tra 400 e 800 euro in base al reddito e alla composizione del nucleo familiare), i bonus mensili per i lavoratori autonomi e il bonus colf, esteso ai nonni. Anche le ultime tre misure governative per far fronte al periodo di pandemia sono opportunità che le persone richiedono prevalentemente tramite i Caf. Forte aumento anche per le richieste relative al 'Superbonus 110% per le riqualificazioni edilizie.
I centri di assistenza fiscale, introdotti nel 1991 dalla legislazione, confermano il proprio ruolo essenziale in termini di orientamento e di prestazioni per cittadini e imprese. La gamma di servizi offerti continua costantemente ad ampliarsi: oltre alle dichiarazioni dei redditi (quest'anno termini spostati per la presentazione dal 23 luglio al 30 settembre), alle pratiche catastali, ai redditi di cittadinanza e di emergenza, il consistente elenco include bonus sociali (acqua, gas, elettricità, bebè, colf, vacanze), assegni (nucleo familiare, maternità, natalità), calcolo Imu, Isee e Tasi, dichiarazione Iva, registrazioni di contratti di affitto, agevolazione canone Telecom, iscrizioni figli a scuola, ecc.
Emblematici tre dati relativi al 2019: attraverso i Caf sono passate il 94,7 per cento delle domande (Dsu) per l'Isee, pari a sette milioni e 578mila; circa l'85 per cento delle dichiarazioni dei redditi parte annualmente dai centri di assistenza fiscale; circa due terzi delle domande per il reddito di cittadinanza passa per i Caf.
'I principali servizi sono offerti gratuitamente grazie a convenzioni con lo Stato che, una volta tanto, premiano la proficua collaborazione tra pubblico e privato', spiega Domenico Mamone, presidente del Caf Unsic, sindacato datoriale con oltre duemila uffici in tutta Italia. 'L'accordo tra Inps e Caf, ad esempio, vale quest'anno circa 117 milioni di euro a fronte di attività che gli sportelli dei centri di assistenza fiscale offrono in termini molto concorrenziali sia per la prossimità, grazie ai circa 45mila sportelli sparsi in tutta Italia, sia per la competenza, merito di pool di esperti a disposizione dell'utenza, sia per efficienza. Le nostre strutture sono rimaste aperte anche nel periodo di quarantena, rispetto alla chiusura di molti uffici pubblici', ricorda Mamone.
C'è un problema, però, che specie negli ultimi anni emerge puntualmente: aumentano i tagli dei trasferimenti economici Stato-Caf. 'Sono stati 30 i milioni in meno tra il 2018 e il 2019, a fronte della parallela crescita delle materie delegate – prosegue il presidente dell'Unsic -. Quest'anno, poi, a causa della crisi da Covid, s'è verificato un boom di richieste per alcuni servizi, come nel caso del sempre più strategico Isee, circa un 35 per cento di domande in più rispetto allo scorso anno, che spinge ulteriormente in su quel più 20 per cento del 2019'.
Se si esaurirà il plafond di risorse previsto dalla convenzione con l'Inps per l'invio gratuito degli Isee, insieme ad altri budget, il rischio concreto è che alcuni servizi diventeranno a pagamento. Sarebbe una beffa soprattutto per coloro a cui gli strumenti ottenuti dai Caf, come i redditi di cittadinanza o d'emergenza, rappresentano necessità esistenziali.