ANNO 16 n° 275
Covid, 100 lavoratori del soccorso lasciati senza bonus
Si tratta del personale che lavora per le ditte esterne. L'Usb scrive alla Regione: ''Il premio venga esteso a tutti''
20/04/2020 - 06:41

VITERBO - Niente bonus legato al rischio Covid per 100 lavoratori del soccorso in provincia di Viterbo. Si tratta degli operatori (medici, autisti di ambulanze, soccorritori semplici) che non dipendono direttamente dall’Ares, ma svolgono l’identica attività dei colleghi che fanno capo alla Regione. Solo che mentre a questi ultimi è stato giustamente riconosciuto una indennità (si va da 600 a 1000 euro), ai primi invece che lavorano per ditte esterne non è stato assegnato nessun tipo di premio economico.

Del caso se ne sta interessando l’Usb, tramite il coordinamento regionale sanità pubblico e privato: ''Questa emergenza – spiegano dal sindacato di base - sta mettendo in luce quanto da anni denunciamo, la frammentazione e lo spezzettamento del servizio sanitario nazionale, la disparità di trattamenti con numerosi contratti diversificati all’interno della sanità laziale, a fronte dello stesso tipo di lavoro svolto. Ben vanga la decisione della Regione Lazio che, sull’esempio di altre regioni, ha considerato per questi mesi l’eccezionale impiego del personale del servizio sanitario regionale, con un riconoscimento economico straordinario per l’emergenza coronavirus. Facciamo notare però che nulla è stato previsto per il personale impegnato nell’eccezionale attività svolta per l’emergenza Covid19 a cui sono stati chiamati i lavoratori della sanità privata convenzionata e degli appalti''.

 

Secondo l’Usb emerge ''ancora una volta la diversità di trattamento per i lavoratori della sanità, più svantaggiosa per coloro che come privati convenzionati in questa fase emergenziale sono stati coinvolti dal sistema sanitario regionale per l’emergenza Covid-19, ma non hanno avuto lo stesso riconoscimento economico degli operatori pubblici. Oss, ausiliari, operatori della sanificazione, cooperative, partite Iva, dipendenti con contratti airs-aiop privati, personale 118 esternalizzato sono tutti lavoratori che pur avendo condizioni economiche sfavorevoli, sono stati coinvolti per dare una risposta efficace a questa emergenza. Hanno operato al limite della sicurezza, esponendosi al rischio, con abnegazione e spirito di sacrificio''.

Il sindacato ha scritto alla Regione Lazio e all’assessore alla Sanità chiedendo l’estensione dei benefici da attribuire con lo stesso metodo dell’accordo firmati per gli operatori pubblici, anche per il personale che opera attraverso società private. ''Dopo anni di privatizzazioni ed esternalizzazioni che hanno frammentato il sistema sanitario regionale, crediamo che sia giusto riconoscere uguali diritti a tutti i lavoratori coinvolti in questa emergenza, indipendentemente dal contratto di lavoro'', conclude chi li rappresenta.






Facebook Twitter Rss