

di Massimiliano Morelli
La pandemia porta in dote un numero-tagliagola: mai così tanti morti dal secondo Dopoguerra. Nel 2020 il totale dei lutti in Italia è stato il più alto dal 1945: 746.146 morti, 100.526 trapassi in più rispetto alla media 2015-2019 (15,6% di eccesso). Il dato è stato stilato e diramato dall’Istat nel quinto rapporto, prodotto insieme con l’Istituto superiore di sanità.
Nei mesi di gennaio e febbraio 2020, prima che sull’Italia si abbattesse il coronavirus, i decessi sono stati inferiori di circa 7.600 unità a quelli della media dello stesso bimestre del 2015-2019. Nel periodo tra marzo e dicembre 2020, in questo periodo si sono osservati 108.178 decessi in più rispetto alla media dello stesso periodo degli anni 2015-2019 (21% di eccesso). Nel bilancio della prima fase della pandemia il prezzo più alto in termini di vite è stato pagato dalla Lombardia: +111,8. Con la seconda ondata, durante il periodo ottobre- dicembre 2020, si sono contati 213mila morti, 52 mila in più rispetto alla media dello stesso periodo degli anni 2015-2019. L’eccesso di mortalità osservato nel 2020, a livello medio nazionale, aumenta al crescere dell’età ed è più accentuato negli uomini rispetto alle donne. Il maggior numero di vittime è nella fascia d’età over 80, che spiega da sola il 76,3% dell’eccesso di morti del 2020. Nella classe di età 0-49 anni, considerando l’intero anno 2020, i decessi totali sono inferiori a quelli medi degli anni 2015-2019 dell’8,5%.